Smontaggio a San Sisto post Trasporto Macchina di Santa Rosa, un cittadino: "Evitate di farlo nel giorno dell'apertura delle scuole"
Foto Dies Natalis
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In redazione, proprio in queste ore, ci è arrivata una lettera di una mamma che intendiamo evidenziare all'attenzione generale e soprattutto di chi amministra a Palazzo dei Priori perché dà l'occasione di correggere un problema a cui forse è stata dato, negli anni, poco peso. 

VITERBO – La città è in festa per l’arrivo a San Sisto della Macchina di Santa Rosa. Un clima bellissimo che regalerà molte emozioni ai viterbesi e ai turisti in questa lunga estate in attesa del “sollevate e fermi” del tre settembre. In redazione, proprio in queste ore, ci è arrivata una lettera di una mamma che intendiamo evidenziare all’attenzione generale e soprattutto di chi amministra a Palazzo dei Priori perché dà l’occasione di correggere un problema a cui forse è stata dato, negli anni, poco peso.

Riportiamo la lettera.

“Tutta la città è impegnata a discutere di questo montaggio anticipato della Macchina di Santa Rosa ma, per quanto mi riguarda, sono preoccupata per altro: lo smontaggio della struttura di San Sisto. 

Da almeno tre anni a questa parte si ripete la concomitanza dello smontaggio dell’impalcatura con il primo giorno di scuola. Questa coincidenza provoca gravi problemi di sicurezza per centinaia di alunne e alunni delle scuole che afferiscono all’area (Buratti, Fantappié, ecc.).

Il passaggio pedonale infatti risulta chiuso e così le persone sono costrette a passare dalla porta insieme alle auto. E conoscendo bene il caos dei primi giorni di scuola il rischio di incidenti aumenta. 

Visto che la Macchina non è a San Sisto dal 3 settembre sera mi domando se esiste un motivo tecnico per cui l’impalcatura non possa essere smontata prima dell’inizio delle scuole? Se non esiste una ragione giusta forse sarebbe il caso che da quest’anno si evitasse lo smontaggio di San Sisto all’apertura delle scuole”. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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