
BOLSENA – Le acque del lago di Bolsena custodiscono un tesoro archeologico straordinario. Il sito del Gran Carro, dove la Soprintendenza è al lavoro in maniera assidua, è un vaso di bellezze infinite.
“A tre settimane dall’inizio della campagna di scavo sul tumulo sacro, grazie ai finanziamenti ottenuti dalla DG-ABAP, dopo aver asportato un grande quantitativo di pietre dalla parte più superficiale del monumento, finalmente gli archeologi dell’L’Anfora SRL Archeologia Mare Ambiente sono arrivati allo strato che conserva le offerte votive”. Raccontano così dalla Soprintendenza.
Tra le offerte votive riapparse un vasetto miniaturistico zoomorfo con beccuccio, probabilmente di argilla cruda, che trova un confronto stringente con un vasetto dall’area sacra dell’insediamento protostorico sul Monte Cimino.
“Ancora una volta quindi le pietre nascondono offerte di 3000 anni fa – continua la Soprintendenza – sepolte a seguito dei rituali che si dovevano svolgere attorno alle sorgenti sacre sull’Aiola con cerimonie che dovevano essere analoghe nella gestualità e espressione religiosa a più aree contigue. Il Gran Carro ha conservato ciò che in altri contesti era solo ipotizzato e avremo modo di raccontare ancora una volta la vita di questa comunità”.



















