Sito del Gran Carro, i subacquei spostano le pietre e spuntano offerte agli dei di tremila anni fa
Gran Carro 01
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Tra le offerte votive riapparse un vasetto miniaturistico zoomorfo con beccuccio, probabilmente di argilla cruda, che trova un confronto stringente con un vasetto dall'area sacra dell'insediamento protostorico sul Monte Cimino.

BOLSENA – Le acque del lago di Bolsena custodiscono un tesoro archeologico straordinario. Il sito del Gran Carro, dove la Soprintendenza è al lavoro in maniera assidua, è un vaso di bellezze infinite.

“A tre settimane dall’inizio della campagna di scavo sul tumulo sacro, grazie ai finanziamenti ottenuti dalla DG-ABAP, dopo aver asportato un grande quantitativo di pietre dalla parte più superficiale del monumento, finalmente gli archeologi dell’L’Anfora SRL Archeologia Mare Ambiente sono arrivati allo strato che conserva le offerte votive”. Raccontano così dalla Soprintendenza.

Tra le offerte votive riapparse un vasetto miniaturistico zoomorfo con beccuccio, probabilmente di argilla cruda, che trova un confronto stringente con un vasetto dall’area sacra dell’insediamento protostorico sul Monte Cimino.

“Ancora una volta quindi le pietre nascondono offerte di 3000 anni fa – continua la Soprintendenza – sepolte a seguito dei rituali che si dovevano svolgere attorno alle sorgenti sacre sull’Aiola con cerimonie che dovevano essere analoghe nella gestualità e espressione religiosa a più aree contigue. Il Gran Carro ha conservato ciò che in altri contesti era solo ipotizzato e avremo modo di raccontare ancora una volta la vita di questa comunità”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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