

Presidenza del Consiglio: Simoni smentisce La Fune, ma (un po’) anche se stesso. Ieri avevamo lanciato la notizia, confermata in diretta radio su Sbottonati da Livio Treta, che il nome del presidente sarebbe stato quello di Marco Ciorba. Una candidatura che ieri avrebbe dovuto ricevere il via libera nella riunione delle civiche prima e in quella della maggioranza poi, ma così non è stato.
Nell’articolo avevamo escluso dai papabili il consigliere Paolo Simoni, che recentemente in un colloquio privato mi aveva confermato la sua non disponibilità ad un lavoro h24 in Comune. Una esclusione confermata anche da un suo alleato, Livio Treta. Ieri Paolo Simoni, leggendo l’articolo, però ha voluto precisare senza polemica la sua posizione con una lettera, alla quale replichiamo anche noi senza polemica.
“Non so, dove hai preso queste fonti – ha scritto – ma, purtroppo non rispondono a verità. Io ero e sono, tuttora, ben conscio dell’impegno che mi sono preso con i miei elettori per cercare di amministrare, nel miglior modo possibile la nostra città ed è ingeneroso proprio verso loro, ma anche verso il mio impegno continuo e quotidiano nell’affrontare il mio ruolo politico, affermare che impegni di lavoro possano limitare la mia attività”. Quanto al punto, nessuno ha mai detto che il consigliere Simoni non possa fare il Consigliere, ma altro è un impegno full-time in Comune.
Simoni poi spiega di essere disponibile alla candidatura, ma senza autocandidature e solo se il nome scaturisse “da un incontro delle liste civiche e poi condiviso con gli amici consiglieri del PD. Potrei accettare il ruolo di Presidente del Consiglio solo se il mio nome fosse gradito a tutti i consiglieri di maggioranza e, possibilmente, anche da quelli di minoranza”.
Nessuna parola invece sulle dure parole di Livio Treta di ieri su Sergio Insogna e Francesco Moltoni (leggi qui) con le quali si escludevano i due da ogni dibattito.
La lettera di Paolo Simoni
Gentile Simone Carletti,
Devo smentire quanto riportato sull’articolo titolato “Ciorba presidente oggi le civiche discutono la proposta” in cui si scrive, riguardo ad una mia accettazione al ruolo di presidente del consiglio, quanto segue “Raccolto il no a un qualsiasi ruolo diverso da quello di consigliere di Paolo Simoni per impegni di lavoro”.
Non so, dove hai preso (mi permetto di darti del tu come abbiamo fatto reciprocamente di persona in una pausa del consiglio comunale) queste fonti, ma, purtroppo non rispondono a verità.
Io ero e sono, tuttora, ben conscio dell’impegno che mi sono preso con i miei elettori per cercare di amministrare, nel miglior modo possibile la nostra città ed è ingeneroso proprio verso loro, ma anche verso il mio impegno continuo e quotidiano nell’affrontare il mio ruolo politico, affermare che impegni di lavoro possano limitare la mia attività.
Ho già espresso pubblicamente la mia idea su una mia eventuale candidatura alla presidenza del consiglio che comunque mi sembra opportuno ripetere:
– Non sono solito autocandidarmi per nessun tipo d’incarico e nessuno mi ha mai chiesto un’eventuale disponibilità al ruolo di presidente del consiglio.
– Penso che il nome debba scaturire da un incontro delle liste civiche e poi condiviso con gli amici consiglieri del PD.
– Sono più interessato a collaborare a progetti che possano migliorare la nostra città che a un incarico.
– Potrei accettare il ruolo di Presidente del Consiglio solo se il mio nome fosse gradito a tutti i consiglieri di maggioranza e, possibilmente, anche da quelli di minoranza.
Detto questo, accetterò con grande entusiasmo qualunque decisione sarà presa dal consiglio comunale perché penso che i progetti siano più importanti delle ambizioni personali e mi sento di fare parte di una squadra che ritengo ancora vincente.
Ti auguro un buon lavoro.
Ciao
Paolo Simoni

















