

ROMA – Sicurezza nelle città, i sindaci chiedono risorse allo stato per nuove assunzioni di agenti di polizia locale. Oggi una delegazione Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) ha incontrato il Ministro dell’Interno Piantedosi per ribadire una verità semplice, ma troppo spesso ignorata: sulla sicurezza urbana lo Stato deve fare la propria parte.
La sicurezza non è ordine pubblico ma soprattutto vivibilità, coesione sociale, prevenzione, prossimità. E su tutto questo, oggi, sono i sindaci a portare il peso più grande e spesso senza strumenti e fondi adeguati.
I Comuni stanno affrontando sfide enormi che vanno dal contrasto alla violenza giovanile alla gestione della malamovida, fino all’aumento del disagio psicosociale, tutto senza un sistema stabile e pianificato di finanziamenti. I sindaci hanno incontrato Piantedosi per chiedere che lo stato faccia la sua parte.
Hanno richiesto: l’istituzione di un Fondo nazionale stabile per la sicurezza urbana integrata, con risorse certe e durature; il rafforzamento degli organici delle Polizie Locali, oggi in forte calo, con un piano straordinario di assunzioni finanziato dallo Stato; l’accesso pieno ai dati del CED Interforze da parte delle Polizie Locali, per garantire controlli efficaci e sicurezza reale; nuove linee guida chiare per la videosorveglianza, oggi troppo spesso bloccata da incertezze normative.
E infine: hanno chiesto che venga riconosciuto il ruolo delle città nell’accoglienza e nell’integrazione. Perché ridurre l’irregolarità con politiche di accoglienza, coesione e integrazione è il modo più efficace per ridurre la criminalità. Il messaggio dei sindaci è stato chiaro: “I Comuni sono pronti, ora tocca allo Stato”.

















