Sicurezza, trenta nuove telecamere tra Viterbo e frazioni

VITERBO - In questi giorni ne sono installate di nuove alla rotatoria di Santa Barbara, all'ingresso della città. Altre sono entrate in funzione su viale Raniero Capocci, all'altezza del palazzo INPDAP.
VITERBO – Il piano per migliorare la sicurezza del capoluogo della Tuscia passa anche per un aumento degli “occhi elettronici” attivi sulla città e nelle frazioni. Da Palazzo dei Priori rendono noto che a breve ne saranno installate altre trenta.
In questi giorni ne sono installate di nuove alla rotatoria di Santa Barbara, all’ingresso della città. Altre sono entrate in funzione su viale Raniero Capocci, all’altezza del palazzo INPDAP.
“Questi non sono solo dispositivi – commenta la sindaca Chiara Frontini – ma occhi sulla città che ci aiuteranno a proteggerla, a prevenire atti vandalici e a garantire più sicurezza per tutti”.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















