
VITERBO – Sicurezza nel centro storico, a breve una serie di azioni mirate determineranno una svolta. Nella città dei papi non esiste una situazione da Bronx, anche perché lo stesso quartiere americano noto per essere allo sbando e diventato sinonimo di “zona di degrado” non è più neanche lui così malmesso. Ma questo per capirlo bisognerebbe volare a New York.
Rimanendo a Viterbo è evidente che alcune zone della città hanno diversi problemi e fanno registrare episodi di cronaca che in una piccola città di provincia incidono negativamente sulla percezione di sicurezza delle persone. Si tratta dell’area di viale Trento ma soprattutto del dittico Sacrario-San Faustino.
La notizia nuova è che proprio per i vicoli di San Faustino, a inizio settimana, è stato visto camminare il nuovo questore Luigi Silipo in compagnia della sindaca Chiara Frontini. Hanno trascorso un po’ di tempo, circa un’ora, per i vicoli sopra al Sacrario e non è evidentemente stata una passeggiata di piacere. Il segnale è evidente e rappresenta di per sé un punto di svolta, come a dire: “dobbiamo prendere in mano una situazione che sta sfuggendo”.
Ma c’è di più, al di là della volontà di massima. La presenza del questore infatti lascia immaginare la sua intenzione di aumentare la presenza (e quindi la pressione su chi attua comportamenti criminosi o comunque scorretti) di poliziotti nella zona. Presenza che, a dire il vero, già da mesi è diventata più significativa rispetto al passato. Con l’arrivo di Silipo una novità importante è stata segnata con l’implementazione del servizio di polizia in moto, che non esisteva su Viterbo. Questo primo esperimento è stato fatto in collaborazione con la Questura di Roma. Due moto sono in arrivo in Questura qua a Viterbo e nei prossimi mesi ne arriveranno altre. I poliziotti in moto garantiscono interventi rapidi dove richiesti e quindi aumentano la sicurezza.
Ma c’è di più infatti nel giro di un mese e mezzo saranno installate 12 telecamere intelligenti sulla nuova illuminazione del Sacrario. Un deterrente importante su un’area di 9mila metri quadrati. Ma l’intenzione di Palazzo dei Priori sarebbe quella di replicare questo tipo di interventi anche in altri quadranti della città e i soliti bene informati fanno sapere che proprio il quartiere di San Pellegrino è il primo dell’elenco.
Una mossa fondamentale dovrebbe arrivare da un altro soggetto: l’Ater. Alla base della situazione di San Faustino ci sono due questioni: lo spaccio di droga e la prostituzione in casa. Quello che di criminoso si materializza nei vicoli ha origine proprio all’interno delle abitazioni, utilizzate come magazzini di stupefacenti e come alcove del sesso. Non tutte ovviamente perché in questo quartiere abitano tantissime brave persone e la zona potrebbe diventare un quartiere interessante, se ripulito dai problemi, anche come esempio di integrazione etnica. Ci sono poi tante attività storiche e anche altre di nuova apertura che fanno comunque di questa zona un punto vivo della città.
Torniamo ad Ater, che è proprietaria di diversi palazzi e decine di appartamenti sopra al Sacrario. Negli anni infatti, nell’indifferenza di tutti, si sono verificate diverse occupazioni. Ater sarebbe pronta a intervenire con un piano di sgomberi attraverso l’aiuto delle forze dell’ordine. Un intervento di legalità che sicuramente aiuterebbe la determinazione di migliori condizioni di vivibilità nel quartiere.
Più polizia, più telecamere e sgomberi degli alloggi occupati abusivamente sembrano essere gli ingredienti di un lavoro sulla sicurezza che in primis Palazzo dei Priori sta impostando e che è intenzionato a portare avanti in sinergia con la Questura. La “passeggiata” sindaca-questore tra i vicoli di San Faustino è la rappresentazione plastica di quello che sta per accadere.


















