
Nei giorni subito dopo santa Rosa la città si è svegliata diversa. In una manciata di ore una serie di fatti incresciosi e per molti aspetti sconvolgenti hanno monopolizzato l’attenzione pubblica. Nell’ordine: una bottiglia di vetro caduta sulla folla che aspettava a San Sisto, causando alcuni feriti lievi; un fumogeno lanciato contro la Macchina da via Vetulonia, che poteva causare una strage; una maxi rissa terribile a piazza del Gesù, con tanto di orecchio quasi troncato di netto con una sediata dalla testa di un cinquantenne; il consigliere comunale Gianluca Grancini pestato all’interno di un noto locale del centro da alcuni giovanissimi; un accoltellamento tra ragazzi nel giorno della fiera.
Roba preoccupante, da fare accapponare la pelle. Le opposizioni chiesero un consiglio straordinario sulla sicurezza proprio per analizzare quei fatti, sviscerarli, cercare di capire come era potuto accadere e se poteva essere evitato. La discussione è stata affrontata soltanto in queste ore, a distanza di due mesi.
Ma c’è di più. Il sindaco Leonardo Michelini è andato in consiglio e ha rassicurato: “Viterbo non è una città insicura”. A prova di questo la lettura di una serie di dati che dicono: “Nessun furto per santa Rosa, sei autoradio rubate nel corso dell’anno, furti nelle abitazioni 537 rispetto ai precedenti 918 furti, etc”.
Abbiamo trovato tale mossa del primo cittadino piuttosto surreale. Si doveva parlare della violenza, che ha visto protagonisti giovanissimi, e invece l’attenzione è stata portata sul furto delle autoradio. Anche il sottolineare questo dato la dice lunga sulla percezione del mondo che i nostri amministratori hanno. Ma non sa il sindaco Michelini che le autoradio non le ruba più nessuno?
Insomma con grande abilità si sono mischiate le pere con le mele e spostata l’attenzione dai fatti di violenza che hanno visto protagonisti i ragazzi ai furti e ai quartieri abitati dagli stranieri. Problemi sicuramente importanti anche questi ma decisamente fuori tema. Sicuramente fuorvianti rispetto alle ragioni che hanno ispirato due mesi fa la richiesta di un consiglio straordinario sulla sicurezza.
Ora c’è da vedere se il Comune di Viterbo concretizzerà davvero la prospettiva di investire soldi per la prevenzione del disagio giovanile. Tra una sagra della porchetta e l’altra servirebbe anche questo alla città.


















