
Una manifestazione di silenzio e in silenzio. L’attenzione di oggi la concentriamo sulla manifestazione per Charlie, che si svolge a Viterbo. Il silenzio. Tanti veri leader in queste ore così tragiche si sono appellati a questo. Perché spesso su certe cose le parole possono essere fuorvianti e in questi giorni troppi, anche tra i viterbesi, hanno “inzuppato” il biscotto in questa tragedia. Sperando forse di calamitizzare pseudo consensi , quelli più scaltri, o semplicemente per arretratezza e sottosviluppo culturale, gli altri. Hanno alimentato odio e paura, con le loro vuote e sterili parole, per ergersi a difensori della “casa loro”. Quella stessa casa che si sono sempre guardati bene di non difendere quando a saccheggiarla sono stati i loro punti di riferimento politici del momento o di difendere al massimo dai nemici dei loro padroni di turno.
Sono parole dure quelle che usiamo, ma contro tutti i terrorismi serve la durezza. Contro il terrorismo delle pallottole, e contro il terrorismo delle parole. I fatti di Charlie non possono essere occasione di propaganda, la morte di dodici giornalisti liberi non può diventare preteso per uccidere, o tentare di farlo, i valori della nostra democrazia.
Chi ha colto al balzo i fatti di questi giorni per scagliarsi contro l’islam, chi ha parlato di “rimandarli a casa loro”, chi vorrebbe chiudere tutte le moschee è un attentatore ai principi di libertà e democrazia che i giornalisti hanno il dovere di difendere. Per questo con questo giornale vogliamo mandare un segnale chiaro a certi capipopolo fasulli che anche nel viterbese sono attivi. La libertà d’espressione non significa libertà di fomentare l’odio. La libertà di pensiero non significa che ogni posizione è legittima e deve essere rispettata. Le posizioni contrarie alla libertà e alla democrazia vanno combattute, come va combattuto il terrorismo.
L’augurio de La Fune e l’appello che ci sentiamo di rivolgere alla comunità musulmana viterbese è di scendere in piazza domani. Di scendere in piazza tutti insieme, contro il terrorismo di chi ha ucciso e contro il terrorismo di chi vorrebbe polarizzare la situazione fomentando una contrapposizione. Insieme possiamo costruire una grande democrazia nelle nostre città, in Italia e in Europa. Insieme possiamo disarmare la mano dei terroristi e la lingua degli stolti.


















