Si scaldano i motori del Carnevale Viterbesi, sabato 15 la prima sfilata
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VITERBO - Dopo lunghi anni di silenzio un gruppo di coraggiosi, capitanati da Lucio Matteucci, è riuscito a riportare la festa nel capoluogo della Tuscia. Tre edizioni in crescita e un gruppo d’organizzazione sempre più largo e solido. 

VITERBO – Tutto pronto per il Carnevale Viterbese. Domani, sabato 15 febbraio, l’esordio. Poi la tappa intermedia di sabato 22 e il grande finale di martedì grasso, 25 febbraio. 

Dopo lunghi anni di silenzio un gruppo di coraggiosi, capitanati da Lucio Matteucci, è riuscito a riportare la festa nel capoluogo della Tuscia. Tre edizioni in crescita e un gruppo d’organizzazione sempre più largo e solido. 

Nei due sabati avranno luogo le sfilate di carri e maschere, martedì grasso invece vedrà protagonisti i bambini per una bella festa in piazza Verdi con Mammorappo. 

La sfilata d’esordio vede coinvolti gli Sbandieratori e Musici del Pilastro e delle rappresentanze dei cortei storici di Valentano e Viterbo. Sarà anche la volta delle Majorettes stralinght Ferentum di Grotte Santo Stefano. 

Presenti la banda MusiChiAmo delle parrocchie di Santa Maria dell’Edera e del Paradiso così come La Racchia di Vejano. In strada il trampoliere, la Grease Scuola Easy Dance di Celleno. Tante le mascherate e importante la presenza dei carri allegorici di Vitorchiano.

Questo è il Carnevale Viterbese, evento che merita particolare attenzione. Dopo lunghi anni di silenzio infatti un gruppo di coraggiosi, capitanati da Lucio Matteucci, è riuscito a riportare la festa nel capoluogo della Tuscia. Tre edizioni in crescita e un gruppo d’organizzazione sempre più largo e solido.

Nei due sabati avranno luogo le sfilate di carri e maschere, martedì grasso invece vedrà protagonisti i bambini per una bella festa in piazza Verdi con Mammorappo.

La sfilata d’esordio vede coinvolti gli Sbandieratori e Musici del Pilastro e delle rappresentanze dei cortei storici di Valentano e Viterbo. Sarà anche la volta delle Majorettes stralinght Ferentum di Grotte Santo Stefano.

Presenti la banda MusiChiAmo delle parrocchie di Santa Maria dell’Edera e del Paradiso così come La Racchia di Vejano. In strada il trampoliere, la Grease Scuola Easy Dance di Celleno. Tante le mascherate e importante la presenza dei carri allegorici di Vitorchiano.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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