VITERBO – Il capoluogo entra in una nuova fase della politica locale. Nelle ultime settimane tanta legna è stata messa sotto al pentolone e la temperatura politica è iniziata a salire.
A dare fuoco alle polveri, segnando l’inizio della nuova fase, la sindaca Chiara Frontini che nel giorno di San Valentino ha voluto parlare del suo, e dei civici, amore per la città che amministra. Un evento, al di là dei contenuti, dai molteplici segnali ed effetti. Tutti, quindi anche tutte le forze politiche attive, hanno notato la location scelta dalla sindaca: l’auditorium Unindustria a Valle Faul. Posto che potrebbe in maniera più spiccia definire “la casa degli imprenditori viterbesi”. E una cosa è certa: la politica è importante per l’imprenditoria ma vale anche il contrario.
L’evento frontiniano ha anche segnato l’immaginario politico della città perché si è trattato di un fatto nuovo, di un nuovo modo di comunicare per questo territorio. Mai un sindaco prima aveva costruito un evento per fare il bilancio di metà mandato, mai l’aveva mandato in diretta sociale e mai aveva radunato intorno per illustrarlo pezzi significativi della città.
Altra legna l’hanno aggiunta “i fratelli” che hanno acclamato Luigi Buzzi, volto storico della politica cittadina, nel ruolo di segretario comunale del partito meloniano. Anche il palco del congresso di Fratelli d’Italia è stato un bel punto caldo della vita politica di queste settimane.
Più tiepidi in casa Dem. Il Partito Democratico ha celebrato i propri congressi ma più come fatto privato e un po’ sottotono. Forse delle realtà politiche in campo sono proprio i democratici quelli che avrebbero più bisogno di disegnare una comunicazione sulla città. La scelta, scontata, su Alessandra Troncarelli porta alla guida del partito nel capoluogo una figura credibile della politica locale sicuramente capace di consolidare uno zoccolo duro di voti sulla città ma con diverse criticità su possibili “spanciamenti” e allargamenti del consenso più verso il centro.
Veniamo a Forza Italia. Gli azzurri anche stanno lavorando al proprio legname da mettere sotto al pentolone della politica locale. Qui esiste sia la dinamica del partito che dialoga con la città, e che si risolve al momento con l’apertura di una bella sede a piazza della Rocca dal 4 marzo, sia una dinamica interna agli azzurri stessi che si configura come un bivio: o col centrodestra o dentro l’alleanza ibrida col Pd e le strizzate d’occhio ai civici.
Molto di quello che accadrà è nelle mani di Alessandro Romoli, presidente chiamato ad affrontare nuova votazione di secondo livello tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. E mentre gli azzurri fanno politica di Palazzo, dove tra l’altro sono stati piuttosto abili in questi anni, si stanno riorganizzando per fare politica sulla città. Se il rischio da evitare, costante di questi anni, è quello di finire divorati da altre forze di centrodestra l’opportunità individuata è quella di un ritorno alla politica del porta a porta che potrebbe portare, nel tempo, questi liberali imperfetti alla soglia fissata da Tajani del 20% dei consensi.






















