
BAGNAIA – Se lo passano di mano in mano, generazione dopo generazione, e non si è mai scottato nessuno. Perché questo fuoco è sacro e riscalda soltanto. Bagnaia ha rinnovato la sua tradizione, come ogni, ed è tornata a essere nella notte di Sant’Antonio un punto di luce. Brilla questo piccolo paese della Tuscia. E abbraccia: in migliaia sono arrivati all’ombra del Focarone.
Accesso alle 18,30 ha riscaldato i presenti fino al mattino. Prima l’accensione, con la benedizione e i gesti emozionanti di chi si è occupato di “accendere la miccia”. Poi il silenzio che ha accompagna il primo lavoro delle fiamme. Quindi l’esplodere della festa. Prima con la musica divertente dei Bbiccarsorci, scesi apposta da Canepina, e a seguire i No Funny Staff e Dario Rossi.
Leitmotiv i cori dalla “zona salsicce”, con tanto di musica remake del mitico Cyborg. Da diversi punti della piazza gli inni “Evviva Sant’Antonio”. Tutto intorno un mare di persone. Diverse e uguali, unite da quello che qui si chiama Focarone. Un tempo, per riprendere le parole dei focaroli che hanno parlato all’inizio “di esperienza e di entusiasmo”. E il Sacro Fuoco continua così il suo viaggio, di mano in mano, come un bene prezioso.



























