Si accende "il Focarone" e brilla Bagnaia. Il racconto fotografico
Focarone 2025 10
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Accesso alle 18,30 ha riscaldato i presenti fino al mattino. Prima l'accensione, con la benedizione e i gesti emozionanti di chi si è occupato di "accendere la miccia". Poi il silenzio che ha accompagna il primo lavoro delle fiamme. Quindi l'esplodere della festa. Prima con la musica divertente dei Bbiccarsorci, scesi apposta da Canepina, e a seguire i No Funny Staff e Dario Rossi. 

BAGNAIA – Se lo passano di mano in mano, generazione dopo generazione, e non si è mai scottato nessuno. Perché questo fuoco è sacro e riscalda soltanto. Bagnaia ha rinnovato la sua tradizione, come ogni, ed è tornata a essere nella notte di Sant’Antonio un punto di luce. Brilla questo piccolo paese della Tuscia. E abbraccia: in migliaia sono arrivati all’ombra del Focarone.

Accesso alle 18,30 ha riscaldato i presenti fino al mattino. Prima l’accensione, con la benedizione e i gesti emozionanti di chi si è occupato di “accendere la miccia”. Poi il silenzio che ha accompagna il primo lavoro delle fiamme. Quindi l’esplodere della festa. Prima con la musica divertente dei Bbiccarsorci, scesi apposta da Canepina, e a seguire i No Funny Staff e Dario Rossi.

Leitmotiv i cori dalla “zona salsicce”, con tanto di musica remake del mitico Cyborg. Da diversi punti della piazza gli inni “Evviva Sant’Antonio”. Tutto intorno un mare di persone. Diverse e uguali, unite da quello che qui si chiama Focarone. Un tempo, per riprendere le parole dei focaroli che hanno parlato all’inizio “di esperienza e di entusiasmo”. E il Sacro Fuoco continua così il suo viaggio, di mano in mano, come un bene prezioso.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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