

I VIAGGI DEL VESPONE – Il viaggio intorno al mondo del mio Vespone non accenna a fermarsi. Dopo aver attraversato oceani e fusi orari, eccoci qui, a Shanghai. Ma non aspettatevi una città qualunque: questa è la “Parigi d’Oriente”, un labirinto dove il domani è già ieri e
dove il mio vecchio scooter di metallo è diventato, incredibilmente, il protagonista assoluto della strada.
Mentre guido lungo il Bund, sento il contrasto sulla pelle. Da una parte, i giganti di vetro di Pudong che grattano il cielo come astronavi pronte al decollo; dall’altra, le facciate neoclassiche che sanno di vecchia Europa. Qui, in mezzo a un mare di scooter elettrici che sibilano silenziosi come fantasmi, il battito del motore del mio Vespone è una musica che fa girare la testa a tutti.
Non sono solo su un mezzo di trasporto: sto guidando un mito. Me ne accorgo quando mi fermo per un caffè tra i platani della Concessione
Francese. Un gruppo di ragazzi locali si avvicina, gli occhi brillano mentre sfiorano la carrozzeria in acciaio. A Shanghai la Vespa è un’icona di stile, un pezzetto di “dolce vita”; che ha sconfitto il tempo e le imitazioni. Mi chiedono del viaggio, della strada percorsa da Los Angeles a qui. In questo momento, il mio Vespone non è più solo un veicolo, è un ponte tra culture, un simbolo di eleganza che parla una lingua universale. Mi addentro nei vicoli della Old City. Qui l’aria profuma di zenzero e ravioli al vapore. Schivo i carretti, passo sotto i panni stesi che sventolano come bandiere tra i tetti a pagoda, e sento che questo è il vero spirito del mio viaggio: portare l’anima analogica dell’Italia nel cuore digitale del mondo.
Il sole scende dietro la Shanghai Tower e le luci al neon iniziano a riflettersi sulle cromature dello specchietto. Mi godo il momento, il vento fresco sul viso e quella sensazione di libertà che solo chi viaggia su due ruote può capire. Shanghai mi ha accolto come un vecchio amico, celebrando questo pezzo d’Italia che ha ancora tanta voglia di correre. Il mio viaggio continua. Il Vespone è pronto, io anche. Dove ci porterà il prossimo orizzonte?
©MaurizioDiGiovancarloTusciaFotografia

















