
VITERBO – Vittorio Sgarbi sempre più “dentro” Fratelli d’Italia. Il professore corre da indipendente nel collegio del Sud alle prossime europee sotto il simbolo però di Fratelli d’Italia.
Un avvicinamento di Sgarbi al partito di Giorgia Meloni era nell’aria da tempo. La candidatura, anche se da indipendente, ha sicuramente un peso importante. Ma a questo mosaico si aggiunge anche la ritrovata intesa con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
Teatro della pace sbocciata tra i due, dopo le tensioni degli scorsi mesi, è stata la città di Napoli. Sgarbi, l’8 maggio, si presenta a sorpresa, non invitato alla presentazione del libro ‘Un sogno American’ di Vincenzo Rochira, amico da una vita del ministro.
Arriva addirittura prima di Sangiuliano e si siede al suo posto. Quando Sangiuliano entra in scena scatta la stretta di mano che passa alla cronaca della politica come “la pace di Napoli”.
La possibile vittoria di Sgarbi alle europee, auspicata in una dichiarazione dallo stesso ministro della Cultura, o comunque un suo percorso dentro Fratelli d’Italia sembra destinato ad avere ripercussioni anche su Viterbo, precisamente sulla giunta Frontini. Bisognerà attendere il voto di giugno e vedere se Sgarbi volerà o meno a Bruxelles. Ma anche in caso di mancata elezione la sua posizione in giunta potrebbe cambiare. Anche perché il suo percorso politico lo starebbe portando sempre più dentro a Fratelli d’Italia, magari anche con nuovi incarichi.
In queste ore si rincorrono voci di Ugo Poggi assessore anche se una via percorribile, in caso di uscita dalla scena viterbese di Sgarbi. è la soppressione dell’assessorato alla Bellezza e il potenziamento di quello alla Cultura dove sta facendo bene Alfonso Antoniozzi.
In questo caso Poggi resterebbe al suo posto in consiglio, magari accontentato con qualche delega da consigliere in più. I fatti intanto stanno smentendo l’idea di alcuni di Poggi come “anello debole” della maggioranza. Il suo patto con i frontiniani sembra destinato a reggere, come dice lo stesso interessato, fino a fine mandato. Anche perché, al di là delle speculazioni pseudofilosofiche la maggioranza avrebbe i numeri per governare, in seconda chiama, anche perdendo qualche altro pezzo. Questione che renderebbe l’uscita dalla maggioranza di altre figure piuttosto vana se l’obiettivo fosse la caduta anticipata dell’amministrazione.
La sensazione è che il sogno di una caduta anticipata sia destinato a rimanere nel cassetto di qualcuno e quello che sta emergendo è un crescente isolamento delle figure che lo scorso dicembre hanno abbandonato la compagine con cui sono stati eletti per passare all’opposizione. Puntando tutto sull’azione giudiziaria attivata dalla cena registrata a casa Bruzziches come detonatore della maggioranza il meccanismo si è inceppato definitivamente dopo il pronunciamento del gip che ha detto no al “giudizio immediato”.
L’intera vicenda del “bullo Cavini” e delle presunte minacce a corpo politico si è smontata parecchio e l’attenzione potrebbe essere riaccesa solo dalla pubblicazioni di nuove parti della cena o di ulteriori dichiarazioni di persone ascoltate che sono state messe agli atti, ma più per ragioni di gossip che per altro. Inoltre c’è anche l’imbarazzo delle opposizioni locali a “sparare” sulla sindaca Frontini di fronte a quanto sta accadendo ai loro uomini di area in altre parti d’Italia, vedasi Liguria, e dopo la candidatura con Fratelli d’Italia di Sgarbi, anche lui non estraneo a vicende giudiziarie.


















