Sette milioni di mascherine nel Lazio, Zingaretti porterà in tribunale gli autori di fakenews
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ROMA - Per Nicola Zingaretti è un importante risultato e soprattutto è una replica forte a chi, nei giorni scorsi, aveva montato la notizia di una truffa in cui la giunta regionale avrebbe guidato la Regione. 

ROMA – Stanno per arrivare più di 6 milioni di mascherine a disposizione della Regione Lazio. 800mila sono già arrivate sabato.

Per Nicola Zingaretti è un importante risultato e soprattutto è una replica forte a chi, nei giorni scorsi, aveva montato la notizia di una truffa in cui la giunta regionale avrebbe guidato la Regione. 

“Come abbiamo sempre detto non esisteva alcuna truffa. Da giorni cerchiamo di spiegarlo, si è trattato semplicemente di un ritardo nella consegna – così Zingaretti -.

Se la Regione avesse ascoltato alcuni esponenti del centrodestra che chiedevano il recupero immediato dell’anticipo, oggi nel Lazio sarebbero mancate 800mila mascherine da distribuire ai nostri operatori sanitari e nei prossimi giorni infermieri e medici avrebbero dovuto rinunciare a ben sette milioni di mascherine.

Invece, come è stato più volte spiegato, dopo le rassicurazioni dell’azienda e la polizza assicurativa sulla caparra, si è scelto responsabilmente di aspettare qualche giorno, certi che l’impegno sarebbe stato mantenuto, perché la priorità della Regione rimane la salute dei nostri operatori sanitari.

Ci teniamo a ribadire: nessuna truffa ma solo una bufala che strumentalmente è stata utilizzata per infangare l’operato della Giunta regionale.

Confermiamo tutte le azioni legali per il risarcimento del danno contro chi ha trasformato una normale vicenda amministrativa in un inesistente scandalo e contro l’ennesima campagna di bugie della destra contro l’amministrazione regionale”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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