
EDITORIALE – Servirebbe un giardiniere comunale. Una figura straordinaria che chi ne ha memoria rimpiange di non vedere più all’opera. I giardinieri comunali sono figure “fatte fuori” da una gestione migliore della città? Riteniamo di no. Li ha fatti fuori la politica per certe logiche che non comprendiamo. O preferiamo non comprendere.
Oggi il Comune di Viterbo non ha un giardiniere. Figure estinte in realtà un po’ ovunque. Anche se confidiamo che prima o poi un sindaco o una sindaca illuminata ci metteranno mano. Ma perché oggi scriviamo che servirebbe un giardiniere comunale?
Semplice, perché vivendo la città è lampante la mancanza di qualcuno che sappia curare certi dettagli che poi tanto dettagli non sono. Non ne pretendiamo uno al lavoro alle Casermette ma almeno nel centro storico. Al minimo nell’area monumentale. Avete visto cosa c’è a piazza del Gesù? Una piazza fondamentale per il centro dove l’incuria dei privato hanno obbligato a transennare un lato della piazza e dentro cresce tanta erba. Un’immagine di degrado che non fa bene alla città. Stesso discorso su tutta via San Pietro. Un peccato vero e proprio considerando che il centro storico è spesso pieno di gente, specie in alcune zone. Un peccato perché è sicuramente meglio spazzato e pulito di prima.
Servirebbe un giardiniere comunale. Sarebbe servito anche al murale dedicato a Falcone e Borsellino in zona tribunale. Così il giorno del ricordo di via D’Amelio e del giudice Borsellino avremmo risparmiato a tutti la scena di un carabinieri impegnato a strappare le piante selvatiche davanti al murale. L’avrebbe fatto il giardiniere, magari il giorno prima

















