Semaforo dove è crollato il muro sulla Cimina, il nervosismo degli automobilisti
Cimina
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VITERBO - A pochi mesi dal crollo del muro, sempre di un'abitazione privata, su via Santa Maria in Gradi si è venuta a determinare una situazione molto simile. Nel primo caso ci sono voluti mesi prima di ripristinare una circolazione ordinaria e in molti temono di essere di fronte al bis. 

VITERBO – Il muro di contenimento di un’abitazione privata crollato sulla Cimina la scorsa domenica sta causando problemi al traffico sulla strada che collega i paesi della montagna e Roma al capoluogo della Tuscia. Il semaforo che è stato posizionato per gestire il traffico su un’unica corsia genera rallentamenti e code che stanno dando ai nervi a molti automobilisti. 

A pochi mesi dal crollo del muro, sempre di un’abitazione privata, su via Santa Maria in Gradi si è venuta a determinare una situazione molto simile. Nel primo caso ci sono voluti mesi prima di ripristinare una circolazione ordinaria e in molti temono di essere di fronte al bis. 

 

 

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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