Seicento ragazzi della Vanni suoneranno tutti insieme i loro corpi contro la guerra
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Pronti a conquistare il guinnes nazionale per l'ensemble più numeroso di body percussion.  La "sfida", coordinata dal maestro Michele Villetti, sarà lanciata questo 30 maggio sul "green" della scuola Vanni (ore 13), all'interno del 'Vanni Day'.

VITERBO – 600 studenti della Vanni pronti a conquistare il guinnes nazionale per l’ensemble più numeroso di body percussion.  La “sfida”, coordinata dal maestro Michele Villetti, sarà lanciata questo 30 maggio sul “green” della scuola Vanni (ore 13), all’interno del ‘Vanni Day’.

Villetti – musicista compositore e percussionista di indiscusso talento, noto per la sua capacità di fondere arte e natura in un linguaggio musicale unico – ha collaborato con artisti di fama internazionale e ha ricevuto riconoscimenti da leggende della musica come Ennio Morricone e Steve Hackett dei Genesis. La sua ricerca musicale si distingue per l’uso innovativo delle percussioni e per la creazione di progetti che esplorano il rapporto tra suono e ambiente.

Due anni fa, Villetti ha realizzato Four Seasons, un’iniziativa musicale che ha coinvolto grandi artisti e oltre 160 bambini, i quali hanno eseguito una straordinaria performance di body percussion, simulando i suoni delle quattro stagioni. Questo evento si è svolto nella Faggeta Vetusta dei Monti Cimini, un sito riconosciuto come Patrimonio Unesco

Alla prima edizione di Four Seasons hanno partecipato alcuni tra i più rappresentativi artisti italiani di jazz nel mondo: Stefano Di Battista (sax), Nicky Nicolai (voce), Dario Rosciglione (contrabbasso), Matteo Cutello (tromba).

Oggi, in qualità di docente presso la Scuola Media P. Vanni di Viterbo, Villetti è pronto a presentare una nuova edizione di Four Seasons, che si terrà il 30 maggio alle ore 13 nel green della scuola. Questa volta, la performance sarà ancora più imponente: oltre 600 studenti di questa scuola parteciperanno eseguendo la sua composizione di body percussion, senza strumenti musicali, ma solo con il ritmo e l’energia del loro corpo, e questo rappresenta inoltre un vero proprio guinness nazionale, come l’ensemble più numeroso di body percussion in Italia.

L’intento di questa esibizione è sensibilizzare il pubblico su un tema di grande rilevanza: la guerra, nelle sue atrocità ed ingiustizie, rappresenta l’abominio totale dell’umanità, mentre la natura, che esiste dapprima dei confini geopolitici, è l’unica vera patria di ogni specie vivente.

Il maestro Villetti, gasatissimo per l’evento, non ha voluto dire molte cose. Si è limitato a ringraziare “la dirigente scolastica Maria Cristina Baleani, la professoressa Deborah Proietti, la professoressa Bernardini, la professoressa Affuso e tutti i docenti che si sono resi disponibili per questa stramba avventura”

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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