Se questo è un parco (parte terza), su venti lampioni al parco del Barco non ne funziona uno da vent'anni (o più)
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Confidiamo di registrare un cambiamento. Venti lampadine, parliamo di qualche centinaio di euro.

VITERBO – Vogliamo essere smentiti da Palazzo dei Priori e chiediamo che dagli uffici ci inviino in redazione le fatture delle ultime lampadine cambiate dai lampioni del parco del Barco. Noi sosteniamo che negli ultimi venti anni non è stata fatta la minima manutenzione in quello spazio, che è di fatto stato lasciato all’abbandono.

Da venti anni lì la notte è buio ed è un peccato perché invece sia d’inverno che d’estate quel luogo potrebbe essere un posto d’incontro per i ragazzi del quartiere e non. Il fatto che su venti lampioni della luce non ne funzioni neanche uno è un segnale terribile su come viene storicamente gestita la cosa pubblica.

Probabilmente il disinteresse del Palazzo per questo luogo è talmente diventato una tradizione che nessuno si è mai sentito in dovere di intervenire. Confidiamo di registrare un cambiamento. Venti lampadine, parliamo di qualche centinaio di euro. Anche se, a occhio e croce, sembrerebbe mancare anche dell’altro ai pali dell’illuminazione. E ci viene il dubbio che in realtà non abbiamo proprio mai funzionato. Pagati per illuminare e mai accesi. Se fosse così …

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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