Scuole viterbesi e terremoto, la lettera di una madre a La Fune
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Abbiamo deciso di pubblicare la lettera di una mamma, che chiede la massima trasparenza su tutti i controlli nelle scuole, sia quelli effettuati e quelli che dovranno essere realizzati in maniera più approfondita.

Scuole viterbesi e terremoto. In questi giorni abbiamo sottolineato una situazione di “cortocircuito” politico-amministrativo che si è palesata a Viterbo. La questione ha fatto molto discutere e gli articoli pubblicati da La Fune hanno dato vita a commenti, condivisioni, polemiche, sostegni.

Abbiamo deciso di pubblicare la lettera di una mamma, che chiede la massima trasparenza su tutti i controlli nelle scuole, sia quelli effettuati e quelli che dovranno essere realizzati in maniera più approfondita. Chiede che anche il Comune di Viterbo pubblichi sul proprio sito le relazioni su ogni edificio. Poi lancia un appello per una scuola migliore e per una maggiore partecipazione, anche delle famiglie. Riportiamo la sua lettera, garantendole anonimato perché così ci ha chiesto.

 

“Scrivo in merito all’articolo ‘Non andare a scuola per paura del terremoto? Ragazzi e genitori viterbesi che pensano questo dovrebbero vergognarsi’.

Ho mandato a scuola i miei figli nelle giornate dopo le prime scosse lievi e li avrei mandati anche in questi giorni ma ho chiesto, insieme ad altri genitori del plesso scolastico frequentato dai miei bambini, di essere messi al corrente dei verbali dei sopralluoghi effettuati. E questo non per paura del crollo o per un timore eccessivo sulla sicurezza dei bambini ma per una questione di trasparenza.

Quei sopralluoghi sono pagati con soldi pubblici, quindi anche miei e penso di avere tutto il diritto che il Comune pubblichi i risultati sul suo sito internet.

Perché vede la trasparenza è un problema grosso dei nostri enti locali, istituzioni scolastiche incluse. Ho visto Presidi scrivere ai genitori e pubblicare le lettere sul proprio sito internet (es. la Dirigente del Liceo Classico Buratti) ma mi sono anche sentita dire da un’altra dirigente scolastica che lei non sapeva se e quando erano stati fatti i sopralluoghi e di chiedere noi genitori direttamente all’assessore.

Ecco, questo è quello che non va. Non va che la cosa pubblica sia cosa di pochi, amministrata da pochi, nel buio. E forse bisognerebbe spiegarlo anche ai ragazzi del Savi, qualcuno di loro andrà pure a votare per la prima volta, forse sarebbe importante fare a loro qualche lezione di pubblica amministrazione e buon governo di una città prendendo il buono che c’è nella loro manifestazione e volendo credere che rendersi partecipi di ciò che accade al loro istituto sia cosa positiva. So benissimo che molti adolescenti usano la situazione per godere di inaspettate vacanze ma voglio credere che fra i manifestanti almeno uno manifestava davvero per rendere la propria scuola un luogo migliore e sentirsi parte del miglioramento. E per quell’uno bisogna salvaguardare tutti, anche con le parole, perché non diventino cittadini menefreghisti che pensano solo al loro orticello e non vivono la città come luogo di crescita, di scambio e di bellezza.

Sono d’accordo con voi sulla necessità di spendere i soldi pubblici (che ci sono!) nel migliorare le nostre scuole, dal punto di vista delle strutture ma anche dei contenuti. Ho mandato a scuola i miei figli nelle giornate dopo le prime scosse lievi e li avrei mandati anche in questi giorni ma ho chiesto, insieme ad altri genitori del plesso scolastico frequentato dai miei bambini, di essere messa al corrente dei verbali dei sopralluoghi effettuati.

E questo non per paura del crollo o per un timore eccessivo sulla sicurezza dei bambini ma per una questione di trasparenza. Quei sopralluoghi sono pagati con soldi pubblici, quindi anche miei e penso di avere tutto il diritto che il Comune pubblichi i risultati sul suo sito internet.

Guardare le richieste di finanziamenti per scuole sicure e sostenibili sulla mappa del Governo è desolante per la nostra città. Mi piacerebbe che una volta all’anno ci fosse a Viterbo una settimana dedicata agli Stati Generali della Scuola, in cui inserire interventi dell’assessore con un esperto in finanziamenti nazionali e uno in finanziamenti comunitari per informare sulle possibilità di richiesta di fondi pubblici, incontri sulle buone pratiche, sui progetti attuati e che fossero protagonisti anche i bambini e i ragazzi”

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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