Scuole di politica, "io speriamo che me la cavo"
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Gli Stati Generali La Fune
La prospettiva è senza dubbio buona in sé. Per dare una valutazione sostanziale bisognerà attendere. Ma è bene che la "scalcinata" politica coltivi nel proprio seno la consapevolezza dell'importanza della formazione. Nella speranza di "produrre" una nuova classe politica adeguata e preparata.

La politica in genere e in particolare quella viterbese è bella “sgarrupata”. Il livello della classe politica locale è sotto al sole e non occorre essere fini analisti per arrivare alla conclusione che buona parte della lentezza e arretratezza del territorio hanno in questo dato oggettivo la propria origine.

E’ necessario andare oltre, oltre all’attuale. Si dovrebbe guardare con speranza al nuovo che avanza, anche se di nuovo di fatto avanza ben poco e quello che c’è dimostra di non brillare. Ben venga quindi, in questa situazione paludosa che la Tuscia attraversa, l’idea della scuole di politica.

La prima ad aprire i battenti arriva dall’ala popolare del Partito Democratico viterbese, che fa capo al grande big Giuseppe Fioroni. Stamani la presentazione della scuola di politica del Centro Studi Aldo Moro. Un luogo pensato per trasmettere conoscenze e idee, soprattutto ai giovani.

La prospettiva è senza dubbio buona in sé. Per dare una valutazione sostanziale bisognerà attendere. Ma è bene che la “scalcinata” politica coltivi nel proprio seno la consapevolezza dell’importanza della formazione. Nella speranza di “produrre” una nuova classe politica adeguata e preparata.

Una scuola non potrà certo fare miracoli, ma di sicuro sempre meglio averne di aperte. Anche perché le scuole sono luoghi di incontro e scambio e questo è sempre un fatto positivo. L’augurio è che l’esperienza possa essere replicata da tutte le forze politiche e che all’interno di questi spazi possano formarsi le future guide politiche di domani. Magari più competenti, magari più illuminate di quelle dell’oggi. Possano queste scuole essere anche luogo di analisi e critica costruttiva sui mali del modo di fare politica che va per la maggiore. E possano nuovi rampolli fare meglio dei padri e di chi insegna loro. Ne gioverebbero tutti.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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