
VITERBO – La questione del dimensionamento della scuola del Carmine deciso da Regione Lazio e bloccato dal Tar del Lazio continua a tenere banco. Sull’argomento, alla vigilia della riapertura delle scuole, è intervenuta la sindaca Chiara Frontini che, torna a definire immotivata la decisione presa a Roma e decide di recarsi in Procura per presentare un esposto.
Il tutto in un quadro dove altre due sentenze del Tar annullano di fatto la delibera del dimensionamento scolastico regionale, quella che sancisce lo smembramento dell’IC Carmine. “Per questo, ho presentato nei giorni scorsi un esposto alla Procura di Viterbo: non lasciamo nulla di intentato per far valere le ragioni del territorio, delle famiglie, degli insegnanti e del diritto allo studio di centinaia di ragazzi, soprattutto di fronte a cotanta arroganza – dichiara la sindaca Frontini -. Anche il ricorso della Provincia di Viterbo e di 280 famiglie viene accolto in toto perché il provvedimento è immotivato, ricalcando quello che avevano già affermato (con ragione) come amministrazione comunale.
Il dimensionamento è sbagliato, iniquo e autoritario, senza confronto né un’adeguata istruttoria. Forse non è chiaro né ai rappresentanti regionali né ai funzionari: continuare a operare come se la delibera esistesse ancora e le sentenze non fossero esecutive costituisce non solo uno schiaffo all’intera comunità scolastica, ma anche possibili omissione d’atti ufficio e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento giurisdizionale”.


















