

VITERBO — Un salto all’indietro che sa di provocazione e che rischia di trasformarsi in un vero e proprio schiaffo alla storia, alla memoria e alla Costituzione repubblicana. Viterbo si ritrova al centro di un caso politico e culturale destinato a far discutere ben oltre i confini della Tuscia.
A sollevare a livello nazionale il velo sulla vicenda è Peppe De Cristofaro, capogruppo al Senato di Sinistra Italiana-Avs, che ha annunciato senza troppi giri di parole un’iniziativa immediata nelle istituzioni: “Presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere le ragioni che hanno spinto a ripristinare, di punto in bianco, la scritta Casa del Balilla sulla facciata del liceo classico dedicato al partigiano Mariano Buratti”.
Una scritta riapparsa sulla pietra, visibile, ingombrante, che riapre ferite mai del tutto rimarginate e getta un’ombra pesante su un edificio simbolo della formazione cittadina. La domanda da cui parte l’affondo del senatore è netta e non lascia spazio a interpretazioni: si tratta di un intervento di carattere conservativo o di un’operazione dal sapore nostalgico?
“Vogliamo capire – spiega De Cristofaro – le motivazioni tecniche che hanno portato al ripristino di quella scritta perché, qualora non dovessero esserci ragioni legate al restauro o alla conservazione, che si sarebbe comunque dovuta limitare soltanto a ciò che si intravedeva senza ripristinarlo di sana pianta, allora l’operazione si svelerebbe per quello che rischia seriamente di essere: un’operazione politico-ideologica”.
Un’operazione che, secondo il capogruppo di Avs, porta con sé un peso offensivo inaccettabile: “Offende e insulta la figura di Mariano Buratti, partigiano fucilato dai nazifascisti a Roma il 31 gennaio del 1944 dopo essere stato torturato a via Tasso, la memoria della Resistenza, il liceo che ne porta il nome, la città di Viterbo e le istituzioni repubblicane e democratiche nel loro insieme”.
Il caso, dunque, è aperto. E l’attenzione si sposta adesso sui tavoli romani, dove il Ministero competente sarà chiamato a rispondere di quanto accaduto nel cuore del capoluogo della Tuscia.
“Un’offesa – conclude De Cristofaro – che non può di certo passare inosservata e che necessita urgentemente di un intervento parlamentare e della risposta del ministro competente”. Una vicenda che scuote il dibattito cittadino e che promette di infiammare l’estate politica viterbese.

















