
Minacce velate e troppe brutte parole: Christian Scorsi, uno dei consiglieri presi più di mira durante l’ultima riunione della prima Commissione a causa della sua proposta di rinviare la discussione sul Referendum richiesto da 3400 cittadini, interviene per chiedere un abbassamento dei toni.
A scatenare la rabbia di una parte di cittadinanza è proprio la sua proposta, arrivata per la mancanza, in circostanze bizzarre (qui), di un parere tecnico certo sulla legittimità del Referendum. Un rinvio però che di fatto fa saltare definitivamente la convocazione. Una vicenda che la scorsa settimana ha portato in Consiglio decine di persone arrabbiate che hanno richiesto la presenza delle forze dell’ordine per evitare che si degenerasse.
Vi sentite assediati?
“No, ma ci sono toni troppo elevati. Dispiace perché si trascende nell’insulto e nell’attacco personale e si genera un clima non piacevole. Anche in Consiglio e in Commissione, al di là del tema sentito per cui è giusto che ci sia la partecipazione dei cittadini. Mi auguro che la stessa attenzione ci sia anche per altri argomenti in futuro. Mi auguro però che ci sia maggior decoro nello stare nelle istituzioni”.
Che minacce avete avuto?
“Minacce velate. Se pensiamo alla discussione tra i consiglieri in Consiglio, c’è sempre questa sensazione. Forse la parola minaccia è una parola esagerata. Ci sono sempre questi riferimenti velati ai ricorsi, al fatto che ne pagheremo le conseguenze, etc”
Cioè?
“Si esasperano i toni, ci sono persone, come su Esattorie, che aspettano risposte ed è un attimo ad arrivare a situazioni poco piacevoli. Chi ha più responsabilità ed è a capo di movimenti o è in Consiglio dovrebbe mantenere un comportamento più moderato”.
Oltre che all’opposizione il riferimento è anche al leader di Viterbo Civica Lucio Matteucci?
“Credo che debba fare la sua parte a riguardo. Il suo movimento lo rispetto e credo che abbia fatto anche delle cose pregevoli per la città. Però nell’ultimo periodo i suoi toni non mi sono piaciuti, lo voglio dire in tutta onestà”.
Hanno vissuto male la raccolta firme, finita nel cestino..
“Lo capisco, lo rispetto e mi dispiace che sia passato un messaggio sbagliato. In passato alcuni amministratori sono stati condannati per danno erariale, nonostante avessero votato pratiche che avevano pareri tecnici favorevoli. Di fronte ad una questione che prevedeva dei costi ingenti per l’amministrazione e in mancanza di un parere del Ministero, prima di prendere una decisione avremmo voluto avere delle garanzie. Per non essere chiamati a rispondere di quella scelta con le nostre tasche”.
Il problema però è che siete arrivati all’ultimo giorno utile senza un parere, dovevate averlo..
“Rispetto ai Consigli e alle Commissioni lo sappiamo, la macchina amministrativa era bloccata. Purtroppo la crisi ha comportato anche questo”.
Queste persone hanno preso uno schiaffo però. Hanno firmato in buona fede e non se ne farà niente. Il Sindaco forse avrebbe dovuto chiedere scusa o comunque parlare, in qualità di garante della maggioranza…
“Un intervento del Sindaco credo sia utile. Il sentimento dei cittadini, che in buona fede hanno firmato, va rispettato. Un suo intervento credo sia auspicabile quanto meno per spiegare il perché di quel che è successo. Non c’era la volontà di buttare via le loro firme. Ho massimo rispetto per chi ha firmato. Mi sono battuto in passato per i referendum e ho massimo rispetto per loro”.


















