Scoperto atto del 1354 nella chiesa di Santa Maria della Provvidenza
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VITERBO- Ritrovamento di prestigio nella chiesa della Provvidenza

VITERBO- Nell’ambito della mia ricerca sulla vita a Capranica nel XIV secolo, ho scoperto giovedì 3 febbraio un interessante atto compilato in Ronciglione nel 1354.

Grazie all’Archivio Notarile di Capranica, che parte dall’anno 1334, vengono alla luce notizie importanti anche sulla vita ronciglionese del ‘300 di cui non si sa praticamente nulla, visto che il nostro Archivio Notarile sopravvissuto comincia dal 1465.

L’atto in questione è del notaio capranichese Puccio di Nuccio di Ziano (che aveva un fratello di nome Pietro notaio anche lui in Capranica) protocollo 273 carta 12 recto, atto del 28 marzo 1354.

Questa è la trascrizione.

‘Eodem anno (1354) et mense (martii) die XXVIII° indictione VII°.

Actum in ecclesia Sancte Marie de Roncilione presentibus Franceschino notario et Nicolao Scipii de dicto castro et presentibus Ciocto Farfalgie et magistro Ciono de Crapalica testibus etc (vocatis et rogatis)

Intius Barillari olim Maczieri de Viterbio et nunc habitator castri Roncilionis renumptiavit ac etiam donavit et concessit Iohanni Guidotii de Viterbio, ibidem presente et recipiente etc, omne ius (sic) omneque actionem qui et qua habet seu habere posset contra Coluczellam de Stabla vel eius heredes ut dicitur patere manu magistri Andree notarii plubici de Vetralla vel cuiuscumque alii notarii specialiter de XXXI florenorum auri, promictens non contravenire ad penam dupli, qua etc (pena sit medietas curie alia medietas partis servanti)’.

Questa è la traduzione:

‘Atto nella chiesa di Santa Maria di Ronciglione presenti il notaio Franceschino e Nicola di Scipio di detto castro e presenti Ciotto di Farfaglia e mastro Cione di Capranica testimoni (chiamati e registrati nell’atto).

Inzio di Barillaro del fu Mazziero di Viterbo e ora abitante del castro di Ronciglione rinunzia e anche dona e concede a Giovanni di Guidozio di Viterbo, presente all’atto e ricevente ecc., ogni diritto e ogni azione che ha o può avere contro Coluzzella di Stabia (l’attuale Faleria) o i suoi eredi come si dice essere manifesto (in un atto) di mano di mastro Andrea notaio pubblico di Vetralla o di qualsiasi altro notaio, specialmente di XXXI fiorini d’oro, promette di non contravvenire a pena del doppio, la quale (pena sia metà della Curia -il tribunale locale- e l’altra metà sia della parte osservante dei patti)’.

E’ un atto importante per vari motivi, innanzi tutto è il documento più antico, finora trovato, relativo alla chiesa di S. Maria della Provvidenza di Ronciglione; inoltre è il documento più antico rogato in Ronciglione che sia sopravvissuto sino ad oggi; terzo si menziona il notaio più antico documentato di Ronciglione di cui si abbia memoria, un certo Franceschino (in precedenza avevamo individuato due notai del ‘300 di Ronciglione, un certo Ser Giovanni documentato nel 1387, atto di Paolo di Santoro, prot. 311 cc. 43v/44v del 19 dicembre 1387, e Ser Antonio di Gianni di Caroso ricordato nel 1382, atto di Paolo di Santoro, prot. 309 cc. 15v/16r, atto del 21 aprile 1382) e nell’atto del 1354 si menziona anche un altro ronciglionese Nicola di Scipio; abbiamo, inoltre, il nome di un altro ronciglionese, Inzio di Barillaro del fu Mazziero, anche se originario di Viterbo; quarto abbiamo il nome del notaio più antico documentato di Vetralla un certo mastro Andrea e questo è importante visto che l’Archivio Notarile di Vetralla inizia dall’anno 1417.

Ronciglione – Un’ultima cosa: l’atto nella parte finale fa riferimento alla Curia Rationis ( = Curia della Ragione, ovvero il tribunale locale) di Ronciglione che risulta già esistente nel 1354, il documento più antico relativo alla Curia di Ronciglione, di cui avevamo notizia prima della scoperta di questo atto, era del 1465, quindi la Curia a Ronciglione era già esistente nel 1354 ed è molto probabile che fosse già esistente nel XIII secolo e se era esistente la Curia dovevano esistere anche gli Statuti comunali di Ronciglione che dovevano trovare applicazione nella Curia, perché la Curia serviva a questo: a dirimere le controversie sulla base degli Statuti cittadini.

Possiamo, inoltre, affermare con certezza che i notai a Ronciglione esistessero almeno dal XIII secolo, visto anche che abbiamo conoscenza di un notaio, grazie allo studioso Osvaldo Palazzi, a Casamàla (castro fra Ronciglione e Caprarola ormai scomparso) già dal XII secolo; possiamo dedurne che anche a Ronciglione -che era un castro più importante, anche come numero di abitanti, di Casamàla- dovessero esistere dei notai dal XII secolo ma purtroppo dei protocolli dei notai ronciglionesi anteriori al 1465 non ci è pervenuto nulla, tutto è andato perduto, anche per una secolare cattiva conservazione dei nostri archivi ronciglionesi cosa che è tipica di tutti i paesi della Tuscia

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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