Scomparso di Calcata, inquadrato (per l'ultima volta) da una telecamera alle 14
Foto Andrea Gentili scomparso a Calcata
Gli Stati Generali La Fune
Stava pranzando con la moglie e dei parenti in un ristorante del borgo. Ha detto alla moglie che non voleva partecipare a una passeggiata, che il gruppo aveva deciso di fare, ma tornare alla sua auto. Quando lei lo ha chiamato perché non l'ha trovato al parcheggio, ha risposto con voce affaticata di essersi perso e di trovarsi su una strada bianca.

CALCATA – Da venerdì 26 settembre non si hanno più notizie di Andrea Gentili. Una telecamera privata l’ha inquadrato alle ore 14 circa in via Madonna di Fatima. Si tratta dell’ultima immagine che si ha dell’uomo.

L’83enne italo-americano è scomparso nel nulla. Stava pranzando con la moglie e dei parenti in un ristorante del borgo. Ha detto alla moglie che non voleva partecipare a una passeggiata, che il gruppo aveva deciso di fare, ma tornare alla sua auto. Quando lei lo ha chiamato perché non l’ha trovato al parcheggio, ha risposto con voce affaticata di essersi perso e di trovarsi su una strada bianca.

Andrea Gentili è alto un metro e 82 centimetri, peso intorno ai 70 chili, occhi castani, capelli bianchi. Era vestito, al momento della scomparsa, con una camicia a quadri blu, un paio di pantaloni color cachi, un cappellino rosso con visiera e logo ‘Ferrari’ e occhiali da vista.

Gentili ripreso dalle telecamere attive nel borgo
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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