Scomparsa di Huang Peng, gli uomini del soccorso alpino lo cercano tra la neve e il ghiaccio delle Dolomiti
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Il timore principale è legato alle condizioni meteorologiche e alle basse temperature di questi giorni, che rendono particolarmente critico il trascorrere del tempo in contesti d'alta quota.

BOLZANO – Sulle Dolomiti continuano le ricerche di Huang Peng, il ragazzo cinese in Italia per studiare a Viterbo e sparito nel nulla da diversi giorni mentre era in vacanza in Trentino.

Le operazioni di ricerca vedono impegnate le forze dell’ordine e il personale del soccorso alpino, che stanno concentrando gli sforzi nell’area intorno alla località gardenese di Ortisei, dove il giovane sarebbe stato visto per l’ultima volta il 21 gennaio scorso. Il timore principale è legato alle condizioni meteorologiche e alle basse temperature di questi giorni, che rendono particolarmente critico il trascorrere del tempo in contesti d’alta quota. L’Università della Tuscia, di cui il giovane era studente, e l’Ambasciata cinese in Italia seguono con apprensione l’evolversi della situazione

Peng, 28 anni, è un dottorando della Sichuan University (Cina), attualmente presente in Italia nell’ambito di un programma di visiting PhD Student. La sua permanenza è collegata allo svolgimento di attività di ricerca nell’ambito del Dottorato in Scienze, Tecnologie per la Sostenibilità e Biotecnologie dell’Università degli Studi della Tuscia. E’ beneficiario di una borsa di studio del China Scholarship Council (CSC), della durata complessiva di 15 mesi.

Ha lasciato Viterbo lo scorso 19 gennaio, quando si è messo in viaggio per raggiungere le Dolimiti e trascorrere lì qualche tempo di vacanza fino al 23 gennaio. L’ultimo avvistamento del ragazzo nel paese di Ortisei e nella giornata del 21 gennaio. Poi il nulla. Il suo telefono risulta spento e ha smesso di rispondere ai messaggi su WeChat, con cui era in contatto con la sua famiglia in Cina, da circa una settimana.

A dare l’allarme della scomparsa sarebbero stati il suo compagno di stanza e un’amica presso la questura di Viterbo. Avrebbero anche consegnato dei tracciati che il ragazzo avrebbe studiato dal suo profilo Google Maps a cui i due giovani sono riusciti ad accedere.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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