
VITERBO – Le registrazioni che Marco Bruzziches avrebbe fatto a prova delle presunte minacce subite saranno a breve date in pasto all’opinione pubblica. Il tutto prima del voto per le provinciali fissate per il 17 marzo. Questa è la scommessa che vogliamo fare.
Non ci piace l’azzardo ma la notizia ci sembra ghiotta e visto che circola da giorni in “determinati ambienti cittadini” abbiamo deciso in qualche modo di preannunciarla. Certo ci sembra incredibile ma vista la qualità delle fonti che ce lo danno per matematico abbiamo deciso di anticiparlo. Certo dovrebbero essere diffuse con un’inchiesta in corso e questo non sarebbe carino nei confronti della Procura della Repubblica che sta facendo giustamente il proprio lavoro e andrebbe lasciata indagare in serenità. A meno che l’inchiesta non sia stata chiusa, fatto che ci sembra incredibile considerati i normali tempi con coi vengono portate avanti queste cose. Infatti era il 21 dicembre 2023 quando il consigliere Bruzziches dava notizia, in sala d’Ercole, di abbandonare la maggioranza a seguito di gravi minacce subite e contestualmente faceva presente di avere presentato un esposto in Procura (leggi qui). Sono passati circa due mesi e che l’inchiesta possa essere stata già chiusa avrebbe dell’incredibile perché si tratterebbe di una tempistica record. Quindi se l’indiscrezione che circola negli ambienti della politica e del giornalismo cittadino fosse vera significherebbe che qualcuno, con un’inchiesta in corso, starebbe per diffondere le registrazioni della presunta minaccia.
I bene informati parlano di “una bomba” che sta per essere fatta esplodere dentro la maggioranza Frontini. E la bomba, nei fatti, avrebbe un orologio perfetto sincronizzato con il delicato passaggio politico delle provinciali. Quando c’è “una bomba” c’è anche un obiettivo e l’obiettivo della diffusione delle registrazioni sarebbe sollevare la “questione morale” per cercare di fare implodere dall’interno il mondo frontiniano con l’intento di mandare in tilt i consiglieri di maggioranza e danneggiare l’esito del Patto Civico alle provinciali. Il tutto chiaramente andrebbe a vantaggio di altri.
La diffusione delle registrazioni servirebbe a fornire il campo d’azione dove scatenare processi sommari presso l’opinione pubblica, scavalcando l’ordine normale delle cose e il principio democratico e liberale che i processi, se legittimi, si fanno nei tribunali. Ovviamente non vogliamo pensare che esista un teorema e crediamo ciecamente nella buona fede di tutti ma che negli ambienti “informati” si dia per imminente lo scoppio “della bomba” lo troviamo francamente imbarazzante. Ci ha colpito, in un articolo pubblicato ieri da Viterbopost, questa parte: “Ci si augura che il lavoro dei magistrati inquirenti sia nella norma, cioè nella terzietà modo più assoluto, ma, qualora, qualcuno dovesse finire nel registro degli indagati e, di ciò ne sarebbe data subito notizia, ecco il finimondo nel Palazzo dei Priori”. Poi continua così: “A breve ci saranno le elezioni di “secondo grado” provinciali, un altro possibile motivo per mettere allo scoperto i nervi già tesi nella maggioranza. Vedremo se Frontini &C mangeranno la colomba il giorno di Pasqua”.
Esattamente il clima “della bomba” imminente, di cui parlano i soliti bene informati. Quelli di Viterbopost addirittura la spostano sull’iscrizione del registro degli indagati, cosa che francamente ci sembra assurda visto il poco tempo passato dall’esposto di Bruzziches. Magari la giustizia viaggiasse a questa velocità. Noi, convinti che la Procura non abbia messo il turbo e che anche per ragioni di opportunità eviterebbe comunque una tempistica così rischiosa di interferenze sulla politica del territorio, immaginiamo che la “bomba” sia la diffusione delle registrazioni di Bruzziches di cui tutti parlano e che tutti, compresi noi, attendiamo di ascoltare.
La cosa che non capiamo è come potrebbero essere diffuse con l’indagine in corso. Certo è che Bruzziches nella legittimità del suo agire in tutela della propria persona rischia di avere attivato un meccanismo con precisi obiettivi politici. Una “bomba” appunto. La “bomba” di cui tutti parlano. Perché al di là delle azioni legittime di ognuno la politica, aveva ragione Formica, “è sangue e merda”.
Il paradosso è che “la bomba” che dovrebbe uccidere il frontinismo, al di là della gazzarre polemica, potrebbe avere effetti reali solo se i frontiniani lo permettessero. Se decidessero di fare quadrato intorno al proprio sindaco infatti riuscirebbero a rimettere la spoletta, evitando di saltare in aria e lasciando che magistratura e politica restino divise, così come dovrebbe essere in un posto normale. Attendendo poi, per trarre le opportune conclusioni, un normale processo (sempre che la Procura valuti che ci siano davvero elementi per individuare qualche reato).
Intanto mettiamo sul tavolo la nostra scommessa: qualche giorno e conosceremo il contenuto delle registrazioni, prima delle provinciali naturalmente.


















