Bruzziches passa in minoranza e lancia "un sasso" in consiglio comunale: "Fatti gravi subiti da me e dalla mia famiglia"
Foto consiglio comunale Viterbo
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VITERBO - Nella giornata di ieri le dimissioni di Bruzziches sono state il tema caldo. Ma la cosa di cui tutti parlano non è "il consigliere in più o il consigliere in meno" bensì la storia delle minacce.

VITERBO – “Fatti gravi subiti da me e dalla mia famiglia, che mi fanno sorgere dubbi sulla prosecuzione della mia azione a fianco della maggioranza”. Queste le parole pronunciate dal consigliere Marco Bruzziches durante l’ultima seduta di consiglio comunale. 

Parole pesantissime che mandano in secondo piano il fatto politico della sua uscita dalla maggioranza. Bruzziches indica due motivazioni alla base della sua decisione: l’insoddisfazione per l’azione che stava portando avanti per la mappatura degli affitti sulle proprietà comunali che, a suo dire, non sarebbe stata sostenuta e la ragione personale di “minacce” subite. Su questo secondo punto Bruzziches non fornisce elementi e di fatto ha lasciato di sale un’intera città. 

Nella giornata di ieri le dimissioni di Bruzziches sono state il tema caldo. Ma la cosa di cui tutti parlano non è “il consigliere in più o il consigliere in meno” bensì la storia delle minacce. Tutti si domandano, e noi tra questi: da chi è stato minacciato il consigliere? Che tipo di minacce ha subito? Oltre lui chi della sua famiglia è stato minacciato? Per quale motivo è accaduto?

A tutti questi interrogativi nessuno ha una risposta. “Non parlo, non posso rivelare vicende che sono al momento al vaglio delle autorità competenti”, si è limitato a dichiarare Bruzziches. 

Il fatto, da quel poco che si è capito, risalirebbe a tre mesi fa. Tre mesi per maturare la decisione di uscire dalla maggioranza ma soprattutto di parlare pubblicamente di queste minacce senza però fornire dettagli. L’azione di Bruzziches lancia un’ombra sull’amministrazione Frontini perché se un consigliere esce dalla maggioranza perché minacciato è facile per i più dedurre che sia stato minacciato da qualcuno della stessa maggioranza. Un’accusa gravissima, resa ancora più grave dal fatto che Bruzziches non fornisce ulteriori elementi e quindi rende possibile pensare a ogni tipo di scenario. 

Le minacce a un consigliere comunale sono un fatto che riguarda la città, che riguarda i cittadini e forse Bruzziches avrebbe fatto bene a raccontare quanto accaduto, anche perché così di fatto ha aperto un vaso di Pandora che rischia di danneggiare l’immagine di molti e soprattutto del Comune di Viterbo. Viviamo in un Comune dove si minacciano i consiglieri? Che cosa significa? Dirlo senza raccontare è un qualcosa di terribile. 

Ovviamente non abbiamo ragione di dubitare che il consigliere abbia subito davvero qualche minaccia e se così fosse gli siamo solidali. Vorremmo solo capire cosa è accaduto davvero e non rimanere con mille dubbi e soprattutto non vorremmo lasciare la città in preda a mille voci che si rincorrono. 

Sul fatto politico delle sue dimissioni: essere stato lasciato solo o comunque non essere stato supportato nella sua interessante e importante azione di fare chiarezza sulla “vicenda affitti dei negozi e appartamenti comunali”; ci si aprono altre riflessioni. Questa vicenda degli affitti non pagati è gravissima, roba da danno erariale e da Corte dei Conti. Bruzziches ha ricevuto minacce perché voleva cambiare qualcosa che altri non volevano e che sostengono? Qualche settimana fa, come giornale, abbiamo chiesto un incontro con Bruzziches per fare luce sulla questione affitti non pagati. L’abbiamo contattato e incontrato nella sala regia di Palazzo dei Priori. Gli abbiamo spiegato che la questione affitti ci interessava molto e volevamo approfondirla ed eravamo pronti a sostenere con il giornale questa azione. 

Bruzziches però fu di poche parole, ci liquidò rapidamente e ci girò sull’assessore Angiani. Che infatti abbiamo contattato e intervistato. Perché fu di poche parole? Aveva paura per le minacce subite? Che cosa c’è dietro la vicenda degli affitti non pagati sulle proprietà del Comune? Perché questi affitti non sono stati pagati? Chi ha avvallato questo sistema? Forse c’è un’inchiesta della Procura anche su questo e Bruzziches non può parlare? Allora che senso ha avuto tirare fuori questa cosa delle minacce in piena seduta di consiglio? Non era meglio dire “me ne vado perché siete incapaci secondo me o quello che voleva” e lasciare operare tranquillamente la magistratura? 

Tutti interrogativi che non hanno risposta. Intanto i viterbesi si stanno domandando: ma dobbiamo avere paura? C’è qualcosa di strano in città? 

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