
Questo post oggi vi cambierà la vita. O almeno, sarebbe bello se lo facesse. Vi parlerò di Bronnie Ware e di cosa ha fatto questa donna. Bronnie è un’infermiera australiana, ha lavorato per tanti anni in un reparto ospedaliero speciale: il reparto cure palliative per uomini e donne in punto di morte. Bronnie ha avuto l’idea di chiedere ai pazienti ricoverati quali fossero i rimpianti della loro vita. Li ha nel tempo catalogati e ha pubblicato uno splendido libro – dal titolo The top five regrets of the dying – che ci può insegnare moltissimo visto che racconta il punto di vista privilegiato di chi è alla fine della propria esistenza.
Quello che ne è uscito fuori è interessantissimo e andrebbe preso, a mio parere, nella massima considerazione. Innanzitutto, vi sono 5 temi ricorrenti. Uno si aspetterebbe che ogni persona abbia raccontato un proprio particolare rimpianto, invece i pazienti citano all’incirca sempre le stesse cose. Bronnie li ha messi in ordine, dal più tipico rimpianto che ha una persona in punto di morte a quello meno comune. Io ve li cito al contrario, dal quinto al primo per creare suspence.
5) Avrei voluto essere più felice (le persone preferiscono restare chiuse nelle loro vite e nelle vecchie abitudini, in questo il mio maestro Freud aveva ragione: gli uomini barattano sempre un po’ di felicità per un po’ di sicurezza);
4) Avrei voluto rimanere in contatto con i miei amici (non perdiamo l’opportunità di mantenere i contatti con le persone care… coltiviamo le nostre amicizie con cura!);
3) Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti (si commenta da sé);
2) Vorrei non aver lavorato tanto (l’autrice afferma con onestà che non c’è una persona che non gli abbia riferito questo rimpianto, il che la dice lunga sul nostro modo di vivere occidentale);
E infine, il rimpianto che hanno più spesso le persone in punto di morte:
1) vorrei aver avuto il coraggio di vivere la mia vita, NON QUELLA CHE GLI ALTRI SI ASPETTAVANO DA ME.
Alla prossima settimana, convinto di aver mantenuto la promessa dell’incipit.


















