Scaténati#2 > Un post che vi cambierà la vita
10250762_10202909135402425_874755354_n
800 Confartigianato
Questo post oggi vi cambierà la vita. O almeno, sarebbe bello se lo facesse. Vi parlerò di Bronnie Ware e di cosa ha fatto questa donna.

Questo post oggi vi cambierà la vita. O almeno, sarebbe bello se lo facesse. Vi parlerò di Bronnie Ware e di cosa ha fatto questa donna. Bronnie è un’infermiera australiana, ha lavorato per tanti anni in un reparto ospedaliero speciale: il reparto cure palliative per uomini e donne in punto di morte. Bronnie ha avuto l’idea di chiedere ai pazienti ricoverati quali fossero i rimpianti della loro vita. Li ha nel tempo catalogati e ha pubblicato uno splendido libro – dal titolo The top five regrets of the dying – che ci può insegnare moltissimo visto che racconta il punto di vista privilegiato di chi è alla fine della propria esistenza.

Quello che ne è uscito fuori è interessantissimo e andrebbe preso, a mio parere, nella massima considerazione. Innanzitutto, vi sono 5 temi ricorrenti. Uno si aspetterebbe che ogni persona abbia raccontato un proprio particolare rimpianto, invece i pazienti citano all’incirca sempre le stesse cose. Bronnie li ha messi in ordine, dal più tipico rimpianto che ha una persona in punto di morte a quello meno comune. Io ve li cito al contrario, dal quinto al primo per creare suspence.

5) Avrei voluto essere più felice (le persone preferiscono restare chiuse nelle loro vite e nelle vecchie abitudini, in questo il mio maestro Freud aveva ragione: gli uomini barattano sempre un po’ di felicità per un po’ di sicurezza);

4) Avrei voluto rimanere in contatto con i miei amici (non perdiamo l’opportunità di mantenere i contatti con le persone care… coltiviamo le nostre amicizie con cura!);

3) Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti (si commenta da sé);

2) Vorrei non aver lavorato tanto (l’autrice afferma con onestà che non c’è una persona che non gli abbia riferito questo rimpianto, il che la dice lunga sul nostro modo di vivere occidentale);

E infine, il rimpianto che hanno più spesso le persone in punto di morte:

1) vorrei aver avuto il coraggio di vivere la mia vita, NON QUELLA CHE GLI ALTRI SI ASPETTAVANO DA ME.

Alla prossima settimana, convinto di aver mantenuto la promessa dell’incipit.

lafune_800 x 120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 01
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
monastero interno
asvis 2
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
Onda
domenicale post