Scaténati#19 > Contro gli estremismi religiosi
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Spero che questa breve analisi non porterà i lettori a pensare che sia contrario all’immigrazione, alla solidarietà, al rispetto dei popoli

Credevo di poter passare gli anni della vecchiaia in pace, lontano da guerre che hanno funestato l’Europa per secoli, ma non ne sono più così sicuro. Per noi cresciuti nel dopoguerra, con i racconti dei nonni e la dura realtà letta con emozione distante nelle pagine dei libri di storia, sembra impossibile immaginare un futuro di morte, devastazione, conflitto. Abbiamo dato per scontati i valori della democrazia, della libertà, del laicismo. Ma i fatti di Francia degli ultimi giorni, e un po’ di matematica, ci riportano a un futuro ambiguo e minaccioso.

Purtroppo, perché sono un inguaribile ottimista. Ma compiamo un’analisi accurata di come siamo messi in Europa: L’Italia ha il triste primato del più basso tasso di natalità al mondo, l’1,2%, rispetto al 2,1% necessario per garantire l’equilibrio demografico. Gli immigrati, e soprattutto gli immigrati di fede islamica, un tasso di natalità molto, molto più elevato. Il sistema metafisico familiare è quello a cui si rimane legati: non nasciamo cristiani o mussulmani per volontà divina, ma perché ci viene inculcato dal nostro gruppo di base di appartenenza. E’ quindi facilmente immaginabile che il numero di mussulmani crescerà, mentre le nuove generazioni con una visione laica e liberale dell’esistenza tenderà drasticamente a diminuire in percentuale. Soprattutto quando giovani ambiziosi arriveranno ad appartenere alla classe dirigenziale e politica del paese (come successe in Italia durante il dominio della Democrazia Cristiana per quarant’anni).

L’Islam non ha conseguito una modernizzazione dei costumi e dei comportamenti, in quanto è coerentemente legato alle parole non interpretabili del profeta Maometto. Me lo spiegò con dedizione un Imam a Istanbul, sotto un cielo grigio con la città paralizzata per le preghiere a ripetizione sui minareti che echeggiavano per Costantinopoli. Nei secoli i cristiani hanno interpretato a modo loro le parole della Bibbia (che in effetti se venisse letta non si dimostra meno violenta del Corano), e questo per i mussulmani, i veri fedeli, è inammissibile. La secolarizzazione, l’individualismo, l’edonismo si sono inflitrate in un paese cattolico negli ultimi decenni fino a diventare la cultura dominante, ma per l’ovvio motivo che non facciamo figli siamo destinati inevitabilmente a vivere sulla nostra pelle uno scontro di civiltà.

Spero che questa breve analisi non porterà i lettori a pensare che sia contrario all’immigrazione, alla solidarietà, al rispetto dei popoli. Ma immaginare che questa evoluzione delle società in termini demografici non porterà a un conflitto reale è pura ingenuità, come d’altronde sta già avvenendo. Neanche barricarci in uno sterile nazionalismo ci aiuterà; siamo troppo deboli, mollicci, incapaci di affrontare un’eventuale offensiva terroristica o culturale su larga scala, come ben racconta Michelle Houellebecq nel suo romanzo “Sottomissione”. Non ho una soluzione a portata di mano, solo una profonda inquietudine. Tanti nodi stanno venendo al pettine, e non ci rimane che investire al massimo sull’istruzione dei nostri figli, l’unico vero antidoto agli estremismi religiosi.

 

Il post del blog di Stefano Scatena ci ha molto colpito, ma pur non condividendo il ragionamento del nostro blogger sarebbe stato profondamente sbagliato attuare una qualche forma di censura. Leggi l’editoriale di Roberto Pomi in merito, cliccando qui

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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