Scaténati#14 > Incidenti stradali: prevenire si può
10178340_10204187175272623_767088014_n
aiac_banner_02
Come mai sottovalutiamo così tanto il pericolo dell’alta velocità? Da meno di cento anni, irrisorio, abbiamo inventato dei mezzi che viaggiano a grandi velocità, di cui però non abbiamo ancora sviluppato una reale percezione del pericolo. Muoversi a 100 Km/h è molto più pericoloso in caso di urto che cadere dalla nostra asse da 10 metri di altezza.

Quando leggo dei nostri ragazzi morti sull’asfalto ancora mi capita di ascoltare “è stata una fatalità, un tragico destino”. Come se fosse scritto da qualche parte. Ma non è un caso. Gli incidenti stradali si possono ridurre, li possiamo combattere. Una diminuzione del 33% in questi 10 anni significa che migliaia di persone sono state salvate, camminano e vivono con noi perché è stata applicata una serie di contromisure, sia da parte delle case automobilistiche, sia politiche, sia sociali.

Due sono le cause principali di queste morti (evitabili): l’alta velocità e la guida in stato psicofisico alterato da alcol e droghe. Studi della commissione Europea stimano che l’alcol alla guida è responsabile di circa il 30% delle morti tra i conducenti. Diecimila morti l’anno in Europa. Pensate alle contromisure adottate dagli Stati Uniti al terrorismo: l’attacco dell’11 settembre ne ha provocate meno di 3000.

Come mai sottovalutiamo così tanto il pericolo dell’alta velocità? La scienza psicologica ci ha fornito una risposta veramente promettente in questi ultimi anni. Immaginate di camminare su una stretta asse di legno, come un equilibrista, a 10 metri di altezza. Avremmo tutti paura di farlo e sono convinto che anche una consistente somma di denaro non ci farebbe desistere dall’idea di rimanercene al sicuro. Questo perché la nostra specie umana ha sviluppato, nei millenni, un sistema di sicurezza che ci fa provare una gran paura delle accelerazioni verticali.

Da meno di cento anni invece, un tempo – evoluzionisticamente parlando – irrisorio, abbiamo inventato dei mezzi che viaggiano a grandi velocità, di cui però non abbiamo ancora sviluppato una reale percezione del pericolo. Muoversi a 100 Km/h è molto più pericoloso in caso di urto che cadere dalla nostra asse da 10 metri di altezza. Eppure corriamo ignari del pericolo, soprattutto perché sopravvalutiamo la nostra capacità di controllo del mezzo e anche il comportamento degli altri alla guida. Non abbiamo sviluppato la prudenza che, riguardo le altezze, abbiamo sviluppato in tanti secoli di evoluzione, quando i nostri progenitori si arrampicavano sugli alberi.

Inoltre durante l’adolescenza è molto importante mostrarsi freddi, coraggiosi, impavidi; anche questo un meccanismo innato, coadiuvato dal testosterone, che spinge i nostri ragazzi a sottovalutare il pericolo e premere sull’acceleratore. In poche parole, tutte le ricerche psicologiche svolte in questi anni sostengono che i nostri geni – il nostro comportamento innato – non favorisce una guida prudente, soprattutto nei maschi adolescentiDobbiamo lavorare su un fattore che rende noi uomini speciali: l’apprendimento e la cultura.

Possiamo insegnare ai nostri ragazzi questi meccanismi, anche a scuola, e far passare il messaggio che un vero uomo è saggio e prudente, non corre rischi inutili. Possiamo trasmettere l’idea sacrosanta che chi corre al volante – soprattutto dopo aver bevuto – è una persona immatura. Nessuno deve salire su un’auto guidata da una persona che non è in ottime condizioni psicofisiche.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
POST FB 01
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
Onda
aiac_banner_01
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno