Scaténati#13 > Come si formano i valori
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L’errore di fondo che si fa, quando giudichiamo una persona che a nostro dire si comporta male, è ritenere che non abbia valori. Tutti li possediamo, ma bisogna conoscere la cosiddetta “scala dei Valori”.

I Valori sono i pilastri sui quali si basano le scelte e gli obiettivi di tutti gli esseri umani. L’errore di fondo che si fa, quando giudichiamo una persona che a nostro dire si comporta male, è ritenere che non abbia valori. Tutti li possediamo, ma bisogna conoscere quali siano, e qual è la loro gerarchia, la cosiddetta “scala dei Valori”. Solo le persone che hanno perduto il bene dell’intelletto non possiedono più valori nella loro vita. I nostri comportamenti, le nostre azioni, le relazioni che abbiamo con le persone a noi care e con gli altri dipendono da essi.

Ma cosa sono i Valori? Possiamo definirli convinzioni molto profonde, che rappresentano ciò che è bene per noi, ciò che è giusto, ciò che è sublime fare, dire, pensare per noi e per gli altri. Al contrario, ciò che si distacca dai valori è ciò che è male, ciò che è sbagliato, ciò che è infimo fare, dire o pensare.

Ogni nostra azione quindi, come ogni nostro comportamento le nostre scelte riguardo a ciò che vogliamo fare, dire, o comportarci, dipende soprattutto dai valori, che per noi sono importanti. Infatti se reputiamo un grande valore l’onestà, le persone che interagiscono con noi possono stare tranquilli su come agiremo nei loro confronti, avranno fiducia di noi, e questo migliorerà i rapporti che avremo con loro.

Se per noi la famiglia è il valore più importante, i nostri figli, il nostro partner ed i nostri genitori sapranno che possono contare su di noi, sono sicuri che non gli faremo mancare mai nulla a livello affettivo, emozionale e materiale. I valori si apprendono soprattutto attraverso l’educazione ricevuta, quindi dai nostri genitori o dalle persone che per noi sono state importanti durante la nostra infanzia.

Tali virtù si apprendono tramite l’esempio. È inutile cercare di trasmettere un valore tramite discorsi: mi capita spesso di vedere genitori che cercano di far capire ai propri figli, ad esempio, quanto sia importante studiare o leggere dei libri. Il valore della cultura verrà trasmesso se il bambino nel corso della sua giovinezza ci osserverà studiare, acculturarci, leggere libri con passione. È inutile ripeterlo se poi passiamo la giornata a guardare la televisione e snobbare qualsiasi testo scritto. Stesso discorso per valori quali la famiglia, l’amicizia, la solidarietà. Per aiutare i propri figli ad acquisire dei valori, noi genitori dobbiamo essere coerenti con quello che facciamo, altrimenti diamo un insegnamento discordante che può avere un effetto opposto nei nostri figli.

Non sono solo i genitori a trasmetterci i valori, ma anche le esperienze della vita, altre persone di riferimento e i media. Attorno ai 21 anni circa i valori sono ben formati e stabilizzati in una persona. Possiamo notare nella nostra vita che a volte i valori possono entrare in conflitto con le nostre azioni, parole o comportamenti, quando le azioni che facciamo non sono in linea o in sintonia con questi, sentiamo dentro di noi un’emozione fastidiosa, una sensazione sgradevole che ci avverte che stiamo facendo qualcosa di sbagliato, non in armonia con una parte profonda di noi stessi, e allora cominciano i sensi di colpa, il pensare continuamente a quella parola fuori posto che abbiamo detto a qualcuno, o a quell’azione sbagliata che abbiamo fatto e stiamo male, fino a quando non chiediamo scusa alla persona che abbiamo ferito ripromettendoci di non agire o parlare più in quel modo negativo in contrasto con i nostri valori.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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