
Il nostro patrimonio più grande come italiani non è il nostro patrimonio artistico. Questo, per quanto di importanza cruciale, è solo secondo al primo dei tesori italiani: ovvero le giovani menti brillanti. E di questo “oro creativo” cosa ne stiamo facendo? Lo stiamo regalando. E come se avessimo la casa piena di gioielli preziosi e li lanciassimo ogni giorno, a iosa, dalla finestra. Imperdonabile.
Vedo tante persone. I giovani di venti-trent’anni più creativi, più intelligenti che visitano il mio studio di Psicoterapia, che sistematicamente decidono di emigrare. D’altronde, è la scelta più logica, più sensata. Perché mai dovrebbero rimanere in un luogo dove non hanno sbocchi lavorativi, sono oppressi dalla disoccupazione, dallo sfruttamento, dal futuro visto come una minaccia e non come una promessa?
Mi ha colpito il video di Giulia Selvaggini, (scelto addirittura per il trailer di “Italy in a Day” di Gabriele Salvatores) costretta, nonostante sia un’eccezionale videomaker, a tornare a casa dai genitori per vivere visto i prezzi degli affitti e i clienti che ti pagano non domani, ma dopodomani – leggi “quasi mai”. Mi ha confidato, da amica, di pensare seriamente di andarsene dall’Italia. Decidere di rimanere è decidere di vivere una guerra, ogni giorno, any given day.
Chi ha il suo posto dirigenziale se lo tiene stretto con le unghie e con i denti, sfruttando persino la legislazione che avvantaggia, in nome della stabilità, chi il posto di lavoro se l’è trovato – magari grazie alle “conoscenze” qualche anno fa, prima della grande crisi. E senza questo tesoro, non ci può essere nessuna speranza di miglioramento: giacché sono le menti dei giovani imprenditori, dei creativi, a produrre principalmente la ricchezza del nostro paese: oggi, e ancora di più domani. Quest’oro noi abbiamo deciso di regalarlo ai paesi più ricchi, di far piovere sul bagnato: Stati Uniti, Australia, Germania. Paesi che hanno fatto dell’immigrazione di oro creativo il motore principale dell’economia, non potendo competere, come la Cina, sulla manodopera a basso costo.
A costo di apparire cinico, è sotto gli occhi di tutti che importiamo molti disoccupati, disperati, delinquenti dai paesi emergenti, mentre nelle nazioni sviluppate emigrano ingegneri, artisti, giovani imprenditori. Il meglio della nostra ricchezza. A tal proposito cito la lettera adirata di Luca Scalia: “Sono un Ingegnere delle Telecomunicazioni. Ho provato per 3 anni a creare un’aziendina per fornire servizi Internet, ma nulla. Il decreto Pisanu blocca tutto. Nessuna speranza di tornare. Non c’e’ lavoro in Italia per me. Lavoro all’estero, per una grossa azienda di Telecomunicazioni. Vedo ogni giorno tantissimi ragazzi italiani, ingegneri, bravissimi, emigrare per lavorare. E si va tutti nelle mega aziende di Telecomunicazioni, ma non in Telecom Italia. Questo paese è finito! Finito! Si investe sui giovani e poi li si regalano agli altri. E noi paghiamo per la loro formazione. Che sfigati che siamo!“


















