Scaténati#10 > Non è tutta colpa di quell'insicuro di Balotelli
balo
800 Monastero
Balotelli è solo un ragazzone immaturo che ha ancora le sue insicurezze. La colpa non è la sua, ma di chi lo ha messo a giocare in Nazionale. Ora non ci resta che seminare e raccogliere i frutti alla prossima generazione.
Mario Balotelli

Balotelli è solo un ragazzone immaturo che ha ancora le sue insicurezze. La colpa non è la sua, ma di chi lo ha messo a giocare in Nazionale. È assurdo, se si capisce qualcosa di sport, far ricadere la colpa su di un solo giocatore; semmai la responsabilità deve cadere su l’allenatore che lo ha messo in quel ruolo. La verità è un’altra: non investiamo più sui nostri giovani connazionali e l’aspetto sportivo riflette il nostro paese in decadenza culturale, valoriale ed economica.

Traduco per le menti meno acute: contiamo sempre meno sulla scacchiera internazionale. Sia nel calcio, sia nell’economia globale. Siamo un paese vecchio, imbolsito, ignorante. Nuovi popoli con spirito creativo sorgono all’orizzonte, popoli che si stanno facendo in quattro per emergere. Può dar fastidio la mia analisi, ma è evidente. L’odio per gli stranieri riflette questo: la nostra paura di essere spazzati via.

Come un anziano, retrogrado dirigente che vede profilarsi all’orizzonte giovani più intraprendenti, efficaci e propositivi di lui. Che reazione avrà questo individuo, minacciato dal suo piedistallo? Criticare gli emergenti da una posizione di potere. Ora abbiamo davanti due prospettive, valide sia per la Nazionale, sia per il sistema Italia: investire sui giovani e sulla crescita tecnica dei nostri ragazzi a livello calcistico e investire in cultura sui giovani a livello generale. Seminare, spargere l’unico petrolio d’Italia, il nostro patrimonio artistico e culturale. E raccogliere i frutti alla prossima generazione.

 

 

Fisioterapy Center 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
monastero interno
Onda
domenicale post
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
POST FB 01
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2