
Giovanni Falcone diceva “segui i soldi”. Da ieri quelle parole ci riecheggiano nella mente. L’inchiesta ‘Vento di Maestrale’ ha soffiato dentro la città parecchi problemi. L’arresto ai domiciliari del dirigente Ernesto Dello Vicario e il fatto che il ragioniere capo Stefano Quintarelli è indagato a piede libero rappresentano un problema serio da diversi punti di vista.
In questi casi vale la presunzione d’innocenza, sarà la magistratura a fare le indagini e i giudici a scrivere la verità giudiziaria. In tutto sono nove le persone finite ai domiciliari. I reati contestati sono truffa, frode in pubblica fornitura, falso materiale, falso ideologico, abuso d’ufficio nella gestione dei rifiuti nell’ambito della Provincia di Viterbo e nella raccolta e igiene urbana di Viterbo.
Soldi che sono finiti, in maniera indebita, a Viterbo Ambiente. Soldi che il Comune di Viterbo avrebbe pagato quando non avrebbe dovuto. Ma in tutta questa storia, almeno fino a ora e stando a quanto trapelato c’è qualcosa che non torna. Non si è parlato infatti di mazzette, come nel più classico dei casi del genere.
Viterbo Ambiente prendeva soldi che non doveva avere e almeno un dirigente comunale, importante come Dello Vicario (da ricordare l’idea di qualche mese fa poi archiviata di farlo, proprio insieme a Stefano Quintarelli, superdirigente), è finito ai domiciliari per questo.
Se dovessimo fare come Falcone, se dovessimo seguire i soldi, non riusciremmo a capire cosa c’è dietro. Se dovessimo seguire i soldi noteremmo che Viterbo Ambiente prendeva ma a quanto pare non dava. Anomalo, molto anomalo.
Di sicuro, stando a quanto emerso non dava a Dello Vicario. E allora chi è che prendeva? Chi è che aveva interesse a dare di più a Viterbo Ambiente? Per avere cosa? Tutto questo può essere archiviato come un semplice “regalo” generoso con i soldi dei contribuenti?
Questo è, a nostro modo di vedere, il centro di tutta la questione. Capire cosa dava e a chi Viterbo Ambiente è sicuramente il più importante nodo che la Procura della Repubblica è chiamata a sciogliere. Aspettiamo.


















