Sanità, perché ai politici piace guardare la pagliuzza?
garibaldi
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La politica guarda troppo alle pagliuzze, trovando tagli che si ripercuotono sulle spalle dei cittadini, e difficilmente mettono mano alle travi. Servirebbero meno parole e più cazzuole.

E’ un po’ di giorni, almeno dallo scorso fine settimana, che ci passa per la testa la convinzione della necessità di un editoriale che abbia a che fare con la sanità. Ce lo abbiamo in testa almeno dall’incontro delle Terme Salus con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Una frase è al centro dei nostri pensieri: “Alcuni ospedali vanno chiusi non perché costosi, ma perché pericolosi”.

L’indice è puntato sugli ospedali periferici, tanto per cambiare. Sia quello della ministra, che quello dell’ex ministro Giuseppe Fioroni. “Tutti si arrabbiano quando un ospedale va chiuso, poi quando stiamo male per davvero in quell’ospedale non ci andiamo”, la frase del viterbese. Che ha anche aggiunto: “Nei comuni le elezioni si vincono non mantenendo in piedi l’ospedaletto dove nessuno va, per mantenere gli operatori. La battaglia va fatta per uno stato che deve curare il cittadino al meglio”.

La sanità in Italia costa certo un mare. Ma siamo così sicuri che i troppi soldi spesi lo sono in ospedali aperti? I buchi della sanità sono veramente figli degli ospedali periferici? E la gestione delle Asl? Come sono gestite le Asl? E gli appalti? E i servizi? E i dirigenti? E gli impiegati? E i centralinisti? E gli addetti alla vigilanza? I manager delle Asl sono veri manager? Realizzano sistemi in grado di essere efficaci e di stare sul mercato? E i primari? Sono scelti i migliori o quelli politicamente più forti?

Perché la politica non affronta questi temi? Perché mette in circolo nell’aria le parole e le frigge e rifrigge sempre con lo stesso olio? Non sarebbe più gustosa e capace di catturare voti veri, no quelli delle solite tristi clientele (prendere il voto di chi ha bisogno perché si promette di dare risposta al bisogno è robetta da ancien regime), facendo proprie nuove riflessioni?

E invece no, più comodo e meno disturbante per la classe politica dire che lo spreco sta nell’ospedale periferico che va chiuso. Che importa se chiuderlo è distrubante per le persone che sono costrette, magari da Acquapendente, ad attraversare chilometri e chilometri su strade improbabili. E soprattutto quando un ministro della Salute dice che alcuni ospedali vanno chiusi perché pericolosi c’è da mettersi le mani nei capelli. Un ministro della Salute permette che ci siano in circolo ospedali pericolosi?

Allora forse è il caso di guardare meno alla “pagliuzza” della Sanità e più alle travi.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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