Sanità, Frontini delega Ciambella ma fa una figura magra e i sindaci fanno saltare la riunione
Foto sindaco di Viterbo Chiara Frontini
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VITERBO - Uno schema di gioco inusuale e non previsto dalle regole. Tutto venuto giù, come un castello di carte, quando i sindaci hanno chiesto a che titolo si trovava a parlare il consigliere Ciambella. Frontini ha fatto presente che era stata lei a delegarla. Da qui bagarre sulla doppia presenza del sindaco e di un suo delegato, che è possibile solo in caso di assenza del primo cittadino.

VITERBO – In sala d’Ercole va in scena una sorta di teatro dell’assurdo sulla sanità. Il tema è di quelli importanti davvero ma le modalità con cui Chiara Frontini ha preteso di guidare la conferenza dei sindaci convocata hanno rovinato l’occasione di un confronto. A sollecitare questo appuntamento era stato il consigliere d’opposizione Luisa Ciambella.

Il primo cittadino di Viterbo, saltando la convocazione del comitato ristretto, ha pensato quindi a riunire i sindaci della Tuscia. Una trentina i presenti nel pomeriggio di ieri a Palazzo dei Priori. Accoglie Frontini e parla Ciambella. Questo lo schema che non ha funzionato.

Uno schema di gioco inusuale e non previsto dalle regole. Tutto venuto giù, come un castello di carte, quando i sindaci hanno chiesto a che titolo si trovava a parlare il consigliere Ciambella. Frontini ha fatto presente che era stata lei a delegarla. Da qui bagarre sulla doppia presenza del sindaco e di un suo delegato, che è possibile solo in caso di assenza del primo cittadino.

Votazione sulla legittimità dell’azione e sipario sulla riunione. Un episodio che ha messo in forte imbarazzo il sindaco di Viterbo e fanno venire più di un dubbio ai presenti e non solo. Siamo alla vigilia di un passaggio di Luisa Ciambella in maggioranza?

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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