San Pellegrino in Fiore 2024, il quartiere monumentale è un cantiere di bellezza
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VITERBO - I viterbesi e i molti turisti, che sono attesi nei prossimi giorni in città, si troveranno davanti a un'edizione raffinata ed elegante che rigenera il testimone storico della manifestazione ideata dal duo Malè-Fontana. 

VITERBO – La parte monumentale del centro storico è un cantiere da diversi giorni. Squadre di lavoratori che non stanno guardando in faccia ai rossi del calendario stanno eseguendo il progetto vincitore del concorso d’idee, il primo nella storia della manifestazione, realizzato da Raffaele Ascenzi e un gruppo di validi professionisti. 

Un’idea di San Pellegrino in Fiore che guarda al medioevo viterbese, come richiesto da bando, e alle sue geometrie. I viterbesi e i molti turisti, che sono attesi nei prossimi giorni in città, si troveranno davanti a un’edizione raffinata ed elegante che rigenera il testimone storico della manifestazione ideata dal duo Malè-Fontana. 

Un’edizione 2024 piena di novità e che si preannuncia come strepitosa. Tante le iniziative collaterali. Quelle davvero interessanti curate da Galiana Onlus davanti alla ex chiesa degli Almadiani, che comprendono anche una cena con i fiori e un calendario fitto di appuntamenti con laboratori artigiani. Poi c’è l’impegno dell’associazione di via Saffi, che punta a ridare lustro alla storica via dello struscio cittadino. Importante anche l’impegno di Pianoscarano dove si stanno realizzando addobbi di grande pregio. 

Tante altre le iniziative che saranno presenti e in molti stanno contribuendo per rendere la città più bella e accogliente. 

Intanto è aperta la mostra delle tavole di tutti i progetti partecipanti al concorso di idee, presso la Cappella Palatina di Palazzo dei Priori. Ben dodici progetti, tutti validi. Tanta la curiosità e l’entusiasmo che si respira in città per la manifestazione che durerà dal primo al cinque maggio, regalando a Viterbo cinque giorni di bellezza e festa. 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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