San Lazzaro, lo scandalo della Sala del Commiato che non c'è. Eppure il cimitero di Viterbo incassa milioni dal forno crematorio
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VITERBO - Una mancanza che si fa sentire nella comunità viterbese. Niente, a Palazzo dei Priori non hanno orecchie per intendere. 

VITERBO – I viterbesi non meritano neppure una Sala del Commiato. Questa sembra essere la triste realtà del cimitero del capoluogo della Tuscia. Manca un luogo dove dare l’ultimo saluto ai defunti non credenti ma anche a quelli credenti per cui i parenti potrebbero avere piacere di un ulteriore momento di raccoglimento dopo il funerale religioso e prima della sepoltura. Definitiva per gli atei e fino alla resurrezione dei corpi per i cristiani. 

Una mancanza che si fa sentire nella comunità viterbese, enfatizzata dalla raccolta di circa 600 firme che con grande senso di civiltà venne lanciata dal circolo Arci Cosmonauta qualche mese fa. Niente, a Palazzo dei Priori non hanno orecchie per intendere. 

Eppure la realizzazione di una Sala del Commiato non dovrebbe essere una spesa tale da “sfondare” le casse comunali. Anche perché con il “business” delle sepolture girano diversi milioni e magari una soluzione si potrebbe trovare. Non conosciamo esattamente gli accordi che disciplinano il funzionamento e la spartizione degli utili del forno crematorio attivo a San Lazzaro. Sappiamo che è stato realizzato con i soldi dei viterbesi, che è gestito da una società che si è aggiudicata l’appalto e che (sfortunatamente) lavora molto. Sia con i viterbesi che con persone che arrivano da altre parti della provincia e d’Italia. 

Un fiume di denaro dentro un cimitero dove non si trovano neanche le risorse per una Sala del Commiato. Come giornale del territorio ci uniamo, cercando di dare forza, all’ennesimo appello lanciato dall’Associazione Viterbese per la Cremazione a favore di una rapida realizzazione della Sala del Commiato. Crediamo che il tema vada affrontato seriamente e invitiamo l’assessore competente Stefano Floris a metterlo in cima alla sua agenda. E’ una questione di sensibilità e civiltà. E’ una richiesta che arriva da una parte della cittadinanza che non merita di rimanere senza risposte, anche perché il tema non difficilmente può essere abbracciato da tutti i cittadini proprio per senso di civiltà.

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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