Salvatore Genova confermato alla guida di Talete spa

Il suo arrivo in Talete nel marzo del 2021, per lui una gestione complicata con una situazione debitoria pesante, ancora diversi comuni da portare in Talete e tanti altri problemi.
VITERBO – Fiducia all’amministratore unico Salvatore Genova, che rimane fino al 31 gennaio 2026 alla guida di Talete spa. E’ stato riconfermato dalla Consulta dei Sindaci, riunita in queste ore, all’unanimità. Il suo arrivo in Talete nel marzo del 2021, per lui una gestione complicata con una situazione debitoria pesante, ancora diversi comuni da portare in Talete e tanti altri problemi.
Criticità che Genova ha affrontato con fermezza. Assenti alla seduta di votazione la sindaca Chiara Frontini (Viterbo) e il primo cittadino di Vasanello. Nel cammino che Talete dovrà fare nei prossimi anni l’apertura al capitale privato, con cessione del 40% delle quote della società di gestione del servizio idrico nell’Ato 1.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















