Rotonda del cimitero, commercianti di Villanova lanciano una petizione per stoppare la sperimentazione
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VITERBO - "Chiediamo al Comune di Viterbo di intervenire urgentemente per rimodificare la viabilità della rotatoria "San Lazzaro"". 

VITERBO – I commercianti di Villanova vogliono chiedere a Palazzo dei Priori di bloccare la sperimentazione in corso sulla viabilità nell’area della rotatoria del cimitero di San Lazzaro. Per questo hanno lanciato online una petizione, fissando come obiettivo la raccolta di 500 firme. La sperimentazione è iniziata lunedì 3 giugno e prevede l’utilizzo della rotatoria solo nelle verticali, senza possibilità di utilizzarla per girare nelle altre direzioni.

“Io e gli altri commercianti della zona abbiamo riscontrato un notevole calo del fatturato giornaliero, che causa a tutti noi e alle nostre famiglie una situazione di disagio – scrive a La Fune Marco Pirroni, titolare di uno dei bar di Villanova -. La soluzione attuata per la rotatoria “San Lazzaro” complica l’arrivo nel nostro quartiere di chi proviene dalla strada cassia nord e dalla superstrada Orte – Viterbo, portandoli a preferire altre zone commerciali.

Oltretutto, a nostro parere, questa misura non ha risolto il problema del traffico, ma lo ha semplicemente spostato in altre aree della città (rotonda Ipercoop, via Garbini, rotonda parco commerciale “Città dei Papi”). Questo crea ulteriori disagi per i residenti e i lavoratori locali. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la rotonda vada modificata, ma preghiamo chi di dovere a pensare anche alle attività che già sono messe giornalmente alla prova nel nostro Paese.

La viabilità attuale causa ingorghi frequenti, aumentando i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. È necessario ripensare la configurazione della rotatoria per migliorare il flusso del traffico senza penalizzare le attività commerciali locali.

Chiediamo al Comune di Viterbo di intervenire urgentemente per rimodificare la viabilità della rotatoria “San Lazzaro””. 

IL LINK ALLA PETIZIONE

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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