
Dimissioni da consigliere, dopo quelle da presidente del Consiglio, per spronare Michelini e i suoi: “bocciate le nostre idee di cambiamento”. Rossi dà anche ragione a Forza Italia: è l’amministrazione immobile, non i dirigenti. L’esponente di Viva Viterbo Filippo Rossi ormai ci ha preso gusto e questo 2015 per lui è l’anno delle dimissioni. Dopo quelle da presidente dell’assise all’inizio dell’anno e quelle da direttore artistico di Caffeina, il fondatore del movimento civico alleatosi con Leonardo Michelini in vista del ballottaggio nel giugno 2013, oggi dalle pagine de Il Messaggero, in una intervista a Giorgio Renzetti, è tornato ad attaccare la Giunta e a minacciare le dimissioni, nonostante poche settimane fa il suo voto fu decisivo per far rimanere in vita l’amministrazione durante l’approvazione del bilancio preventivo 2015.
“Il non fare – dice Rossi – è tornato a imperare. A Viterbo continua a mancare una idea di città, sia di destra che di sinistra. E Viva Viterbo, che decise di stare in questa maggioranza perseguendo un’utopia di cambiamento, deve certificare il non raggiungimento dell’obiettivo. Anche se ci abbiamo provato. La delusione è tanta, non vedo la possibilità di un colpo di coda. Ho continuato a proporre, inutilmente. Al di là del buon risultato, che ci intestiamo – prosegue Rossi – anche grazie al lavoro dell’assessore Giacomo Barelli, della Macchina di Santa Rosa a Expo, non c’è stato altro. La macchina del Comune è ferma, non perché i dirigenti si rifiutano di guidare, ma perché la politica non indica la direzione”. Questa dichiarazione fa il paio con quella rilasciata qualche giorno fa dal capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini, che aveva preso le difese dei dirigenti del Comune di Viterbo attaccati dalla Giunta.
Rossi cita poi ad esempio il Giubileo straordinario, annunciato da Papa Bergoglio, per il quale aveva chiesto un confronto per preparare la Città. “La Città dei Papi non può non dire la sua sul Giubileo. Ebbene, l’evento è dietro l’angolo e non ne abbiamo mai parlato”.
Dimissioni e la mission del consigliere di Viva Viterbo, che certifica senza prese in giro il conflitto di interessi: salvare Caffeina. “Un gesto forte – dice ancora a Renzetti – sottolineano l’inutilità di stare lì. Poi il mio obiettivo strategico è salvare Caffeina festival: riterrei un danno enorme per la città se dovesse mancare in futuro”.


















