
VITERBO – Sandro Rossi “spacca” il silenzio sul cappio che misure di sicurezza sempre più stringenti stanno stringendo intorno alla festa del Trasporto della Macchina di Santa Rosa. “Bisogna che la festa venga mantenuta da come era nei secoli. No che ognuno che viene mette regole nuove. Al Circo Massimo con Vasco Rossi che misure di sicurezza hanno applicato? Chiunque viene non può avere l’arroganza di cambiare quella che è la storia. Il sindaco ha l’obbligo da qui in avanti di mettere i puntini sulle i subito, noi avanti così non possiamo andare. Dove i facchini prendono la forza se non dalla gente? Io posso accendere la miccia ma se manca la benzina come fanno questi. Questa sera bisogna iniziare a cambiare”. Queste le parole del capofacchino dal Teatro dell’Unione.
Un teatro che si alza in piedi e scandisce il suo nome: “Sandro, Sandro, Sandro”; e applaude. L’azione del capofacchino è una vera e propria denuncia su una situazione non più accettabile per i cavalieri di Rosa, tanto che arriva anche un messaggio duro: “Se stasera quando entriamo in piazza del Teatro non c’è la gente fermiamo il Trasporto”. Dal tono quanto detto dal capofacchino non è stato un tanto per dire. Considerando anche quanto la persona sia seria e non parla tanto per parlare e come le sue parole sono state accolte dai facchini c’è davvero la possibilità che il Trasporto si fermi a piazza del Teatro. “La Macchina sulle spalle, a queste condizioni, ve la portate voi”, un altro passaggio del suo durissimo discorso.
Parole, quelle del capofacchino, che argomentano e non si limitano a lanciare un appello. “A piazza Fontana Grande ci vanno 2mila persone, ne consentono 200. A piazza del Comune 3mila e ne consentono 500. Ma il detonatore di una situazione già esplosiva arriva su piazza del Teatro. Tra le tribune e il recinto ci sono trenta metri che rimarranno vuoti. Voglio vedere la gente che ci incoraggia se piazza del Teatro sarà vuota non andiamo avanti”.


















