Rosa protegge la città dalla cima di Gloria. Fumagalli: "Tutti si rinnovino nell'esempio della Santa"
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VITERBO - Il sindaco Giovanni Arena è salito con il braccio meccanico fino alla statua della santa che veglia sulla città a Porta Romana. Lì ha reso omaggio alla patrona con una corona di rose rosse. 

VITERBO – La Macchina di Santa Rosa è a San Sisto. L’appuntamento con la benedizione del vescovo di questa sera alle 21 ha fatto da corona a una giornata impeccabile.

I Fiorillo sono ormai degli orologi svizzeri, con il montaggio di Gloria ultimato subito dopo le 15. Roba da guinness dei primati. Tutto pronto in largo anticipo per il passaggio: la posa della statua di Rosa; che di fatto apre in qualche modo le danze del momento di raccoglimento e festa che la città si ritrova a vivere ogni anno nei primi giorni di settembre. 

Spicca la novità dell’aureola luminosa, che ha reso ancora più bella l’azione di posizionamento della statua sulla cima di Gloria. Il sindaco Giovanni Arena è salito con il braccio meccanico fino alla statua della santa che veglia sulla città a Porta Romana. Lì ha reso omaggio alla patrona con una corona di rose rosse. 

Il vescovo Fumagalli, nel suo ormai tradizionale saluto, ha invitato i viterbesi a essere come l’aureola della Santa. Ricordando l’attualità del suo messaggio ha esortato all’impegno per una coerenza di vita nel solco dell’insegnamento cristiano. In molti non hanno voluto perdere l’appuntamento e si sono radunati ai piedi della Macchina, riempiendo lo slargo di San Sisto. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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