Ritrovato morto Mauro Gioacchini, disperso da sabato pomeriggio nel lago di Bolsena
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Lo hanno ritrovato questa mattina (domenica 15 febbraio) in un canneto in prossimità della riva, in località Val di lago, tra San Lorenzo e Grotte.

LAGO DI BOLSENA – Ritrovato morto Mauro Gioacchini, l’imprenditore disperso da ieri pomeriggio (sabato 14 febbraio) dopo essere uscito in canoa sul lago di Bolsena. 66enne, originario di Grotte di Castro. Partito da San Lorenzo non ha fatto ritorno a casa, quindi il figlio e la moglie hanno dato l’allarme.

Lo hanno ritrovato questa mattina (domenica 15 febbraio) in un canneto in prossimità della riva, in località Val di lago, tra San Lorenzo e Grotte. Gioacchini era molto conosciuto come imprenditore nell’edilizia stradale. Aveva una passione per la canoa. Per tutto il pomeriggio di sabato un’importante macchina delle ricerche ha cercato di ritrovarlo. Poi tutto è stato sospeso intorno alle 20, per riprendere stamani alle prime luci dell’alba.

Lo hanno cercato con l’elicottero, la squadra droni, i sommozzatori dei vigili del fuoco di Viterbo e Roma, le unità cinofile e la squadra di esperti nel ritrovamento persone. Purtroppo non c’è stato nulla da fare. La salma è stata restituita alla famiglia.

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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