
La crisi non si risolverà, almeno non questa settimana. Lorenzo Guerini, come già in tanti si aspettavano, non sarà a Viterbo domani e l’appuntamento è stato spostato a giovedì 18 febbraio. Un giorno particolare perché secondo alcuni costituirebbe la vera scadenza oltre la quale, qualora il Comune cadesse, si andrebbe al voto nel 2017 con un conseguente lungo commissariamento.
Che faranno dunque i sette consiglieri comunali del Partito Demcoratico? Non essendo una scadenza matematica i dissidenti, che anche oggi sono tornati a ribadire che faranno cadere Michelini (qui), rischieranno di farlo dopo il 18? Oppure si prenderanno la responsabilità di far cadere Michelini senza aver atteso tutti quei passaggi di partito, che sembra voler a tutti i costi allungare i tempi per “costringerli” a rientrare, di cui hanno spesso parlato?
Intanto Viterbo aspetta e il rischio del lungo commissariamento è dietro la porta. Difficile infatti che il quadro si ricomponga e che torni il sereno. Michelini difficilmente durerà un altro anno. È giunto il momento della scelta, volenti o nolenti.


















