
I sette tornano a scrivere la parola fine sull’esperienza di Michelini, anche se non precisano il quando: “Se governare è più importante di cambiare, noi non ci stiamo. Ci prenderemo la responsabilità di chiudere questo teatrino in maniera chiara”. Tornano a farlo stimolati dalla lettera aperta, quella che ha aperto il ciclo del tourbillon di lettere (poi Ricci e Insogna), del giornalista Arnaldo Sassi dalle pagine di viterbonews24.it (che potete trovare qui) “per chiarire ancora una volta le ragioni, insite nel fallimento amministrativo, che di fatto ci hanno portato a sfiduciare il Sindaco. La città voleva il cambiamento e alla metà del mandato a rintracciare i tratti di quel cambiamento promesso si fa una certa fatica, non ce n’è traccia nelle cose fatte né tanto meno nello stile di governo della città che si è scelto di adottare”.
Intanto i tempi corrono e la scadenza per evitare il voto di giugno fissata nel 18 febbraio si avvicina, ovvero tra una settimana esatta. Domani, venerdì, intanto si riunisce la direzione provinciale del Partito Democratico alla presenza di quella comunale e soprattutto del vice segretario del Pd Lorenzo Guerini e del segretario regionale Fabio Melilli.
Le cose (non)fatte dall’amministrazione Michelini
“Dopo tre anni la città è più pulita? La viabilità è più fluida? Il centro storico è più vivo e valorizzato? La vita culturale è più vivace e ricca? La città termale ha avuto un nuovo slancio o Viterbo è ancora soltanto una città che ha le terme? C’è una maggiore trasparenza e partecipazione, in merito nelle scelte amministrative? Ci sono più parcheggi? C’è un’adeguata rete di trasporto pubblico che consenta un’effettiva fruibilità? C’è un coinvolgimento effettivo della cittadinanza e un’attenzione ai suoi bisogni reali? Le strade sono più percorribili? E il verde pubblico è più curato? Ci sono più attenzioni per le frazioni dimenticate? Le società partecipate sono più efficienti? Meno sprechi e quindi meno tasse o tributi? Ed il Cinema Genio?… E quali grandi progetti lasceremo in eredità da realizzare alla prossima amministrazione, qualunque essa sia dopo questa, fra tre mesi, un anno o forse due al massimo? Nessuno, se non la propaganda di un furore amministrativo scoperto tra Natale e la Befana, scagliato contro il gruppo del PD a sottolinearne irrilevanza e ostacolo. Con questo ramoscello d’ulivo si intendeva promuovere il dialogo?”
La sfiducia “negata”.
“Abbiamo votato contro la sfiducia proposta dalla minoranza? Certo! Ma sottolineando pure nella stessa occasione che si trattava di un voto scontato ad una richiesta politica della minoranza e che non poteva considerarsi un’autoassoluzione e che una correzione di fondo della azione dell’amministrazione era più che mai necessaria. E non ci pare, sempre nella stessa occasione e come anche in occasione dell’ultimo assestamento di bilancio, che Serra sia stato il solo a manifestare un’insoddisfazione palpabile e a reclamare più dinamismo e concretezza. Le cronache, i resoconti ed i titoli degli organi di stampa del giorno dopo ne sono la riprova”.
Lotte di potere?
“Se è così non ci riguardano, perché sfidiamo chiunque ad elencarci quali poltrone, prebende, deleghe, riserve o influenze, abbiamo avuto o solo anche chiesto. Neanche un posto per le tribune a Santa Rosa, per essere chiari”.
Come finisce?
“Al Segretario del PD, al suo Vice o a chi per lui, daremo conto della scelta – che prenderemo insieme con il Capogruppo e di fronte agli elettori – della responsabilità di assumere la decisione di chiudere nel modo più chiaro questo teatrino. La fazione di chi pensa che governare sia più importante che cambiare è forte e variamente dislocata e non è escluso che essa possa prevalere ancora una volta. Ed è da questa evidenza, spacciata per destino immutabile, che trae forza ed argomenti. Se così dovesse essere noi, semplicemente, saremo da un’altra parte”.
Note a margine
La lettera è firmata dai sei dei sette dissidenti del Partito Democratico. Tutti escluso Francesco Serra, primo destinatario della missiva di Arnaldo Sassi. Massimo Cappetti, Patrizia Frittelli, Melissa Mongiardo, Mario Quintarelli, Arduino Troili e Marco Volpi. La lunga lettera integrale in Pdf qui.


















