Rinascita del centro storico, Bellocchio Arredamenti apre sul Corso uno store di Armony Cucine
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VITERBO - "Bisognerebbe guardare la nostra città con occhi diversi e capire che è il centro il cuore di ogni grande città". Queste le parole dell'imprenditore Jacopo Bellocchio.

VITERBO – Apre su Corso Italia un mobilificio associato a un marchio d’eccellenza italiana nel settore delle cucine come Armony Cucine. A capitanare quest’investimento un giovane imprenditore viterbese, che da qualche anno ha già aperto in via Genova la sua attività: Bellocchio Arredamenti.

L’apertura su Corso Italia è un nuovo segnale della rinascita del centro storico di cui stiamo scrivendo da tempo. “Siamo lieti di annunciare l’apertura del nostro secondo negozio in centro, in Corso Italia 73. Questo nuovo progetto rappresenta un passo importante per la nostra azienda e siamo entusiasti di condividerlo con voi”. Ci racconta Jacopo Bellocchio.

“Per festeggiare questa occasione speciale, in concomitanza con la festa del 3 settembre, abbiamo distribuito 2700 gadget a tutti i partecipanti – continua -. Crediamo fortemente che una città bella come la nostra debba ripartire dalla cultura e dall’appartenenza alle tradizioni locali.

Per la mia famiglia, tornare in Corso Italia è un traguardo significativo, poiché lo storico bar di Piazza del Suffragio era di proprietà di mio nonno Marcello. Questo ritorno rappresenta non solo un ampliamento della nostra attività, ma anche un legame profondo con la storia e le tradizioni della nostra città. Con noi si sposa un marchio eccellenza italiana delle cucine di alto livello Armony Cucine. Dopo aver aperto store sui centri storici più belli d’Italia: Milano, Roma e Firenze siamo riusciti a fare rientrare anche Viterbo. Bisognerebbe guardare la nostra città con occhi diversi e capire che è il centro il cuore di ogni grande città”.

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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