Rinasce il Bullicame, anche d'inverno
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Vogliamo raccontarvi una piccola storia, di quelle positive che regalano un sorriso. Questo territorio ne ha veramente bisogno. Nei prossimi giorni parleremo di termalismo viterbese e a quel punto torneranno i problemi.

L’editoriale di oggi vogliamo dedicarlo a una storia positiva. Ne sentiamo il bisogno in questi giorni di grande confusione e di brutte botte che la città di Viterbo e di riflesso la sua provincia sta incassando.

Parliamo di una storia che si gioca tutta su, ed è stata possibile grazie a, una buona idea e a 88 euro di spesa. I soldi sufficienti per acquistare un tubo che oggi porta l’acqua della “Callara” del Bullicame in prossimità della vasca piccola, dove tanti viterbesi sono soliti farsi un bagno. Bagno che d’inverno era praticamente quasi impossibile, visto che l’acqua calda, scorrendo nei canaletti a cielo aperto arrivava piuttosto tiepiduccia in vasca. Con questo sistema, congeniato dal presidente dell’associazione ‘Il Bullicame’ Giovanni Faperdue, istallato da qualche giorno, i viterbesi possono immergersi nelle acque termali libere anche d’inverno. Il tutto naturalmente è stato realizzato dopo apposita domanda fatta in Comune.

Godetevi le sensazioni positive di questo fatto semplice perché in questi giorni parleremo ancora, su La Fune, di termalismo viterbese e in quel momento ci sarà poco da stare allegri.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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