Rimpasto in Regione? Rocca: "Chiedete ai partiti"
Foto Rocca-Meloni
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ROMA - Nelle prossime ore è in programma un incontro tra gli alleati per chiarire le posizioni e cercare una via per sciogliere il nodo che si è venuto a creare in Regione. 

ROMA – La situazione all’interno della maggioranza regionale del presidente Francesco Rocca è calda, molto calda. Il consiglio regionale non viene convocato dalla pausa estiva per timore di sgambetti da parte di Forza Italia, che potrebbero fare saltare il numero legale e mettere in serio imbarazzo la compagine di governo di centrodestra. 

Nella giornata di ieri le forze di opposizione hanno dato vita a un sit-in di protesta in aula (a cui hanno aderito i consiglieri di Pd, M5S, Iv, Azione, Polo Progressista, AVS) per chiedere a Rocca e Aurigemma di convocare le sedute ferme dal 1° agosto, a causa dello scontro interno tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.

L’altro fatto politico interessante sono le dichiarazioni rilasciate direttamente da Rocca all’Ansa a proposito di un possibile rimpasto di giunta. La risposta del presidente è stata: “Bella domanda, chiedete ai partiti”. Il fatto è che Rocca, proveniente in realtà dal mondo civico e caratterialmente un operativo, mal tollera la situazione di contrapposizione creata dalle forze di maggioranza in nome di rivendicazioni di peso da rappresentare in giunta. 

In un primo momento la partita giocata da Forza Italia intendeva essere tutta a discapito della Lega, a seguito dei cambiamenti numerici in consiglio regionale a favore degli azzurri e a svantaggio del Carroccio. Poi si è aperta una seconda fase dove la richiesta dei berlusconiani si sarebbe spostata su uno scambio deleghe, puntando ad acquisire qualche assessorato pesante, a scapito di Fratelli d’Italia. 

Nelle prossime ore è in programma un incontro tra gli alleati per chiarire le posizioni e cercare una via per sciogliere il nodo che si è venuto a creare in Regione. 

 

 

 

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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